L’amarcord azzurro di Francesco Pedone, oggi alla Juve. «Didonè il calciatore più forte con cui ho giocato»

Francesco Pedone

Una lunga intervista sul portale della Figc. Per molti appassionati azzurri è stato un piacere rivedere Francesco Pedone, classe 1968, cresciuto nel Como, in cui ha giocato fino al 1993. Dopo aver militato con Bari, Reggiana e Venezia, il ritorno nel 2001, all’epoca del presidente Enrico Preziosi, con la vittoria del campionato di B e la promozione in A. Poi il trasferimento alla Sampdoria, società in cui il centrocampista ha terminato la carriera di giocatore e ha iniziato quella di allenatore. Ora Francesco Pedone guida l’Under 17 della Juve con cui nella stagione 2018-2019 ha conquistato in Olanda la Future Cup, prestigioso trofeo che mancava dalla bacheca del club bianconero.
Una lunga intervista, si diceva, sul sito della Federcalcio, in cui l’ex giocatore azzurro si è soffermato sulla sua esperienza al Como, che ha raccontato con nostalgia e riconoscenza. «Si parla dei miei ricordi di gioventù – ha spiegato – Io ero un ragazzo della periferia di Milano che aveva l’obiettivo di giocare a calcio. In quel periodo il Como era all’avanguardia con il suo settore giovanile con lo staff guidato da Mino Favini, Angelo Massola e tanti altri. Per me essere lì fu una benedizione; sono stato fortunato ad incontrare persone che sapevano fare la differenza nel lavoro con i giovani».
«Nella mia formazione e crescita devo molto alle persone con cui ero a Como – ha aggiunto Francesco – La società credeva molto in quel progetto e per noi era bello allenarci a Orsenigo e vedere in prima squadra Enrico Annoni, Stefano Borgonovo e Stefano Maccoppi, calciatori che avevano fatto il nostro cammino e che ce l’avevano fatta. Per noi era un bello stimolo». Pedone ha poi ricordato che tra i suoi compagni di squadra c’erano anche Marco Simone e Giacomo Gattuso, che poi si sarebbero tolti grandi soddisfazioni ad alti livelli. Un cammino che anche Pedone ha fatto. Nell’intervista si parla delle due esperienze al Bari e al Venezia. Tra i ricordi più belli, che sono stati citati, un Milan-Bari 3-2 nella stagione 1995-1996, con doppietta di Simone e rete, oltre che di Pedone, di un altro prodotto del vivaio azzurro, il difensore Luigi Sala. «Quel giorno – ha detto – penso che i responsabili del settore giovanile del Como siano stati molto contenti».
Il centrocampista nella sua carriera ha conquistato cinque promozione. Quella con il Como in A nel 2002 è stata definita «la chiusura di un cerchio, al rientro nella squadra con cui avevo iniziato».
Un ulteriore riferimento alla storia in azzurro è arrivato quando gli è stato chiesto il nome del compagno più forte che ha avuto al suo fianco. «A parte Alvaro Recoba al Venezia, a cui ho visto fare numeri incredibili – è stata la risposta del tecnico bianconero – penso a Oreste Didonè, che era con me nelle giovanili del Como. Negli Under 17 era considerato l’astro nascente del calcio italiano al pari di Roberto Baggio. Vinceva le partite da solo. Purtroppo, anche per un brutto infortunio, la sua carriera non è stata come ci si aspettava».

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