Lega, Salvini non conferma Borghi all’Economia. Il deputato comasco: «Sono stato io a chiederlo»

Claudio Borghi Aquilini

Silurato? «Ma quando mai. Direi piuttosto felicemente dimesso». Senza perdere il buonumore, Claudio Borghi Aquilini ha smentito ieri la notizia di un suo possibile «contrasto insanabile» con Matteo Salvini. Un contrasto che gli sarebbe costato l’incarico di responsabile del dipartimento Economia della Lega.
Secondo Il Foglio, il leader del Carroccio «voleva ridimensionare il ruolo di Borghi». A detta dell’Huffington Post, invece, «il braccio di ferro fra la Lega di lotta e la Lega di governo, fra l’istinto populista di Salvini e il pragmatismo di Giancarlo Giorgetti», sta producendo uno stallo nell’organizzazione interna dei padani, tanto che la casella dell’Economia nel governo ombra leghista è tuttora scoperta. La lettura di Borghi, invece, è molto più semplice. «Pubblicamente, è almeno da ottobre dello scorso anno che avevo chiesto l’avvicendamento nell’incarico, non riuscendo a conciliare la presidenza della commissione Bilancio, che è molto impegnativa, con il ruolo nel partito».
Il deputato comasco, noto per la sua avversione all’Unione Europea e alla moneta unica, dice anche di «aver indicato» come suo sostituto Alberto Bagnai, «la persona migliore a mio avviso».
A ottobre, dopo la formazione del Conte bis, Salvini aveva annunciato la revisione dei dipartimenti della Lega e la costituzione di una sorta di contro-governo. «Le cose sono andate un po’ per le lunghe – ammette Borghi – non ultimo, anche a causa della pandemia».
Sta di fatto che pochi giorni fa, il consiglio federale del partito ha ratificato i responsabili dei nuovi dipartimenti – due dei quali, per inciso, sono i comaschi Nicola Molteni (Interni) e Alessandra Locatelli (Socialità e Disabilità).
L’unica casella rimasta vuota è l’Economia. «Non è vero che Salvini vuole ridimensionarmi, sono sempre andato d’accordo con il segretario – dice ancora Borghi – Né penso che si voglia cambiare politica. Anzi, se fosse nominato Bagnai, per qualcuno finirebbe la ricreazione».
E allora, perché non si decide? È forse vero, come dice qualcuno, che è in atto uno scontro interno tra la Lega pro euro e la Lega no euro? «Non credo – dice Borghi – questa è una semplificazione giornalistica».
Intanto però il 14 maggio scorso, intervistato dal Wall Street Journal, Giorgetti ha ricordato come «la possibilità di uscire dall’euro non esiste nella pratica». Coincidenze?


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1 Commento

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    Mario Mastroianni , 1 Giugno 2020 @ 2:12

    Ma seri?
    Se non conoscete Borghi e Bagnai (che sono esattamente complementari con l’unica sfumatura che Bagnai proviene dalla sinistra), serve addirittura che riportate puntualizzazioni sull’ovvio?
    Fatevelo dire da chi le loro dirette se le guarda tutti i giorni, questa è una non-notizia, le cose stanno esattamente come dice Borghi e tra i due c’è una staffetta perchè è più probabile che sia Bagnai a perdere la presidenza della Commissione Finanze del Senato che Borghi quella Bilancio della Camera, e avendo più tempo libero, il Prof. di Firenze (che già dispensa ogni paio di giorni lunghe lezioni su regolamenti parlamentari, metodo democratico, funzionamento delle strutture, tempi e modi con cui le leggi passano o meno, dati scientifici sul debito pubblico, dinamiche interne ai partiti e alle commissioni, audizioni, etc. etc.) ha più agio nel coordinamento del Dipartimento Economia, che include Borghi, Rinaldi, Zanni, Garavaglia, Bitonci, Siri, Durigon e si avvale di esterni d’area come Barra Caracciolo e Tremonti.
    Molti “gufi” volevano un equivalente di Giorgetti (che è agli Esteri, come Di Maio), ma noi leghisti sappiamo cosa vogliamo e a chi affidarci per il nostro meglio!
    Gli altri rosicano perchè si ritrovano con Gualtieri, Misiani, Marattin, Brunetta, Castelli e forse al massimo un più decente Fassina, nulla in confronto alla squadra d’eccellenza leghista.

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