L’analisi. Calcio Como alle prese con l’ennesima estate di sofferenza e tensione
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L’analisi. Calcio Como alle prese con l’ennesima estate di sofferenza e tensione

Il ricorso è partito ieri. Destinatario il Tar del Lazio. Per il Como 1907 è l’ultima speranza di poter giocare nella serie C 2018- 2019, dopo che la domanda di ripescaggio non è stata accettata e un primo ricorso presentato al Collegio di Garanzia al Coni è stato respinto.
Al Tar la società lariana chiede di poter essere ripescata dopo che, al posto della fideiussione richiesta, ha presentato un bonifico. Un caso non solo sportivo ma anche giuridico, che viene seguito con curiosità e attesa da un mondo del calcio che sta vivendo un finale d’estate all’insegna dei ricorsi, a partire da quelli dei club che si sono visti sbattere in faccia le porte dalla serie B, dopo la clamorosa decisione di non ammettere società ripescate e di mettere in piedi un campionato con diciannove squadre.
L’ennesima estate in cui i tifosi azzurri vivono nell’incertezza, ormai una costante, tranne rare eccezioni, dal 2002, quando l’allora presidente Enrico Preziosi capitanò la guerra sui diritti televisivi contro i grandi club. Da quell’anno tra fallimenti, passaggi societari, polemiche, litigi fra soci, passaggi da tribunali sportivi e non, c’è sempre stato qualcosa che non andava.
Un fatto quasi incredibile per chi ha vissuto gli anni del “vecchio” Calcio Como quando, al di là dei risultati, la sana gestione e i bilanci a posto erano una costante.
Una situazione, quella attuale – partita dallo scellerato pari di Carate all’ultima giornata dello scorso torneo, mentre la capolista Gozzano stava perdendo – che ha portato a una profonda frattura tra l’attuale dirigenza e una cospicua parte dei tifosi, che dopo il mancato ripescaggio chiede all’attuale dirigenza di lasciare Como e ha annunciato che non farà l’abbonamento per la prossima stagione.
Dopo l’annunciato addio del presidente Massimo Nicastro, le sorti del club sono affidate a Roberto Felleca, che entro fine mese dovrebbe diventare numero uno, affiancato dal vice Stefano Verga, con Enrico Garau amministratore delegato. Un gruppo comunque destinato a essere contestato, considerati gli annunci dei sostenitori, che sui social e con comunicati – è il caso dei “Pesi Massimi” – hanno manifestato chiaramente la loro sfiducia.
Una situazione di tensione che ha portato anche a polemiche per il fatto che la gara amichevole di domani a Sesto San Giovanni tra la locale squadra e gli azzurri sarà disputata a porte chiuse. In questo clima è stata valutata come una scelta per voler evitare incontri ravvicinati con i sostenitori arrabbiati, al di là della motivazione ufficiale, che riguarda lavori di miglioramento al “Breda”.
E, in un quadro certo non idilliaco, la squadra prosegue gli allenamenti allo stadio Sinigaglia, dopo la fine del ritiro ad Arona. La rosa costruita da Ninni Corda e allenata da Marco Banchini per ora non sa dove giocherà e quando inizierà il suo campionato: si attendono l’esito del ricorso e news, a prescindere, dalle rispettive leghe. L’unica consolazione è che i problemi di programmazione non riguardano solo Banchini ma tutti gli allenatori. Almeno sotto questo profilo gli azzurri non partono svantaggiati rispetto alla concorrenza.

18 agosto 2018

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Massimo Moscardi

mmoscardi mmoscardi@corrierecomo.it


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