Landriscina: «Non date da mangiare ai piccioni»

Condominio di Como “assediato”: ordinanza del sindaco

Decine di piccioni. Guano e piume sui balconi, in particolar modo in uno degli appartamenti del condominio, ma anche nel giardino e nelle aree comuni dello stabile. Il sindaco di Como, Mario Landriscina, ha firmato nelle scorse ore una ordinanza che obbliga l’amministratore dello stabile e i condomini a ripulire tutto, non dare da mangiare ai piccioni e ad applicare, in caso di bisogno, dei dissuasori per evitare che le situazioni critiche – da un punto di vista igienico – possano ripresentarsi. È quanto sta accadendo in un condominio della città che è stato preso di mira e assediato dai volatili. Situazione limite che è emersa nel corso di un sopralluogo avvenuto lo scorso mese di settembre effettuato dall’Unità specialistica di tutela del territorio e dell’ambiente.

Il sindaco, si legge nell’ordinanza che è stata trasmessa anche alla polizia locale, «vieta di alimentare i piccioni presenti nello stabile, con espresso divieto di gettare o posizionare nei balconi o nel cortile granaglie, scarti di avanzi alimentari o altri alimenti per volatili».
I condomini dovranno anche provvedere «a propria cura e spese allo sgombero, risanamento e pulitura periodica dei locali e degli anfratti nei quali i piccioni abbiano nidificato o depositato guano», impedendo come detto che vi stazionino posizionando, «laddove necessario, idonei dissuasori per l’allontanamento» dei volatili.
Chiunque violi quando contenuto nell’ordinanza andrà incontro a sanzioni amministrative da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro.

Secondo quanto rilevato nel sopralluogo dello scorso mese si settembre, «la massiccia presenza di popolazione aviaria potrebbe causare danni alla salubrità dell’ambiente, poiché le loro deiezioni costituiscono un pericoloso ricettacolo di germi patogeni trasmissibili anche all’uomo». Da qui l’esigenza di intervenire e di porre un freno – con il contributo attivo dei condomini – alla presenza dei piccioni sul tetto, sui terrazzi del condominio ma anche all’interno delle aree verdi dello stesso stabile.

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