Landriscina sul palco con Salvini, è polemica

Matteo Salvini Como

Il passaggio di Salvini a Como ha generato degli strascichi polemici.
Dopo il bagno di folla del vice premier in piazza Verdi, a livello locale il sindaco Mario Landriscina deve contrastare alcune voci critiche sulla sua presenza sul palco durante l’intero comizio del leader della Lega.
Il primo a non gradire è stato uno spettatore di Etv che durante la consueta diretta con il sindaco del martedì sera è stato chiaro. «Non mi è mai capitato di assistere a una simile caduta di stile – ha detto lo spettatore – Non si capisce perché il sindaco debba partecipare a quello che non era altro che un comizio elettorale. In passato, ad esempio, mi ricordo come ai tempi di Spallino sindaco mai nulla del genere era accaduto. Sono sinceramente sconcertato».
Immediata la risposta del primo cittadino. «Sono andato perché si tratta di un vice premier e ministro in visita in città. Sono rimasto sul palco ma non ho preso la parola se non prima del suo arrivo e per parlare di temi locali davanti ai cittadini. Inoltre se dovessero esserci altre visite di simili di cariche del Governo probabilmente andrei ugualmente. Ma soprattutto potrò essere libero di decidere in autonomia cosa fare?», ha risposto.
Intanto ieri altre critiche sono arrivate da Pd sotto forma di una lettera a firma Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd.
«Il 2 dicembre di due anni fa si tenne a Como una manifestazione nazionale generata dall’irruzione di alcuni skinheads durante una riunione di “Como senza frontiere”. Alla manifestazione parteciparono la presidente della Camera dei Deputati e cinque ministri del Governo allora in carica. Cinque Ministri a Como non si vedono nemmeno al convegno Ambrosetti – si legge nella nota – lei non era presente, come non era presente nessun esponente della sua Giunta. E rivendicò la scelta, dichiarando che non si trattava di una mobilitazione di organizzazioni laiche, ma della scelta di una parte politica, ancorché indubbiamente lecita. A mio parere una manifestazione di partito esclude di per sé la presenza di chi dovrebbe risultare espressione della pubblica amministrazione».
Questi alcuni passaggi della lettera. «Lunedì a fare gli onori di casa alla manifestazione con il ministro degli Interni, Matteo Salvini, c’erano lei, il suo vicesindaco, la deputata Alessandra Locatelli, e altri assessori. Siccome la visita del ministro degli Interni tutto può essere definita meno che una visita istituzionale, ha sbagliato lei nel 2017 ad essere assente o ha sbagliato lunedì a essere presente? O abbiamo sbagliato noi a fidarci delle sue parole, secondo cui “nella mia concezione della rappresentanza l’adesione a una manifestazione di partito è inopportuna per chi dovrebbe rappresentare la pubblica amministrazione”?».
E infine arriva la conclusione del ragionamento. «Nella nostra concezione di rappresentanza, chi rappresenta la città, la rappresenta tutta, non una parte, piccola o grande che sia. Altrimenti fa il favore di non pretendere di rappresentarla solo a parole ma non nei fatti», si chiude la missiva a firma Patrizia Lissi. Su questa ulteriore polemica, assimilabile in parte a quella dello spettatore – e quindi assoggettabile con ogni probabilità alla stessa risposta – il sindaco Landriscina, pur contattato, ieri non ha però voluto aggiungere altre dichiarazioni.

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