L’antica “Masun” troverà una casa nella Spina Verde

Tesori da difendere
Troverà nuova vita la “Masun”, l’antica casa rurale dell’arco alpino. Nel Parco della Spina Verde, infatti, verrà ricreata, a cura della Società Archeologica Comense, la dimora con tetto di paglia, tipica dell’area lombarda, al fine di rendere fruibile ad esperti o a semplici appassionati una veritiera testimonianza del passato.
Il manufatto, da realizzarsi sulla base del progetto dell’architetto Sandra Bonfanti, troverà collocazione a poca distanza dalla baita di Pianvalle ed avrà un costo di 40mila euro. La struttura riprodurrà fedelmente forme e dimensioni dell’originale di Stazzona (foto), distrutta in modo doloso nel 1999, dopo essere stata restaurata dall’Archeologica.
Quattro metri per cinque e mezzo di pianta ed un’altezza di cinque metri sarà la superficie di questa antichissima tipologia costruttiva, di cui si hanno notizie nei testi di Vitruvio e documentazioni archeologiche proprio nella Comum oppidum, nell’attuale Parco della Spina Verde.
Su una muratura di pietra veniva realizzata una base di legno, sulla quale poggiava un tetto a due falde. Per la copertura era impiegata paglia di segale a gambo lungo che garantiva, oltre all’isolamento termico, leggerezza e velocità di posa. La sua durata, anche se può sembrare strano, era di una quindicina d’anni sul lato esposto al sole e addirittura del doppio su quello in ombra. Due erano i livelli della masun tipo.
Nella parte bassa in pietra era ubicata la stalla con la mangiatoia, mentre in quella alta veniva stipato il fieno. Entrambe le parti avevano poi un accesso proprio, visto che il manufatto era costruito lungo un pendio.

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