Lariani all’estero, il racconto dalla Norvegia dello chef Luca Ferrari

Lo chef Luca Ferrari vive a Trondheim, Norvegia

«Qui si riparte, spero in un futuro diverso per il mio lago»

Luca Ferrari ha venticinque anni, è originario di Lezzeno e – come racconta lui stesso – da ormai cinque anni “vaga” per l’Europa per studiare e lavorare nelle cucine di ristoranti stellati: «Da un anno vivo in Norvegia, a Trondheim, una piccola città universitaria. Lavoro come chef in un ristorante stellato molto noto perché guidato da Heidi, l’unica chef donna ad avere ottenuto una stella Michelin in Norvegia».
Come vive l’emergenza Covid-19 in Norvegia?
«Ho portato all’attenzione di Heidi la situazione di emergenza italiana proprio agli inizi della pandemia, e dopo questo confronto la chef ha deciso di chiudere l’attività, prima ancora che il governo lo imponesse. In quanto sous chef, durante i giorni di chiusura ho portato avanti i miei progetti di ricerca in ambito culinario e mi sono dedicato a tutti quei lavori di ufficio e di riparazione che non c’è mai tempo di fare. Nella fattoria associata al ristorante ho imparato a lavorare i latticini e mi sono persino cimentato con la tessitura del lino su un vecchio telaio del 1800. Nella mia condizione di giovane lavoratore emigrato, passare troppo tempo da solo a fare niente sarebbe stato davvero deprimente».
Come ha funzionato il lockdown?
«Qui in Norvegia, specialmente a Trondheim, ma anche più a nord, il governo si è mosso chiudendo tutto quando ancora il numero di casi era ridotto a poche centinaia sull’intera regione e con pochi morti. Tutto è stato chiuso e limitato a partire dal 12 marzo. Queste chiusure, seppur apparse eccessive nell’immediato, si sono rivelate efficaci. Qui non si è mai arrivati al completo lockdown: bar, negozi e ristoranti sono stati chiusi, ma i norvegesi, da buoni amanti della natura quali sono, si sono presi questo tempo per camminare nella foresta, fare sci di fondo e godersi i primi raggi di sole dell’anno. Ora, dopo 5 settimane, tutto sta ripartendo. Abbiamo riaperto il ristorante il 24 aprile e tutto sta lentamente tornando a una nuova normalità».
Che cosa l’ha colpita di più?
«La reazione dei norvegesi all’arrivo del virus: sembravano non curarsene, nessuno portava mascherine o guanti e l’unica differenza pareva essere di aver più tempo da spendere all’aperto. La cosa mi stupiva perché comunque il mio pensiero e sguardo erano rivolti alla mia famiglia e alla situazione italiana, su cui mi tenevo costantemente aggiornato. Devo dire che per i norvegesi non è un grande problema mantenere il metro di distanza, siccome fa parte della loro cultura tutelare il proprio spazio personale. In generale, i cittadini hanno dimostrato di essere molto ligi alle regole e se bisognava stare a un metro di distanza, stavano a due. Il fatto di essere intervenuti prontamente per impedire la diffusione del virus ha permesso di tracciare il contagio, garantendo così alle persone di mantenere una parvenza di normalità. E ora che la vita sta ripartendo, secondo Forbes più di 140mila abitanti hanno scaricato la app di tracciamento nella prima settimana noncuranti dei dubbi sulla privacy».
Come vede il futuro?
«Non vedo un futuro facile dal punto di vista sia psicologico che economico. Per il mio settore del turismo e dell’ospitalità, credo che dovranno trascorrere anni prima che ci si riprenda da un evento drammatico come questo, tantissimi hanno perso il lavoro e molte attività non riapriranno. Personalmente credo che, rispetto al contesto del nostro lago, un processo di rinnovamento possa essere positivo poiché solleciterà il cambiamento di mentalità degli operatori. Li spingerà a considerare un possibile mercato interno e non più a vedere questo settore come esclusivamente di lusso, ma come un servizio alla comunità. La mia speranza è che anche da una situazione così drammatica si possa apprendere e crescere per ripartire migliorandosi e per rinnovare il concetto di ospitalità. Chissà che non sia proprio sul Lago di Como che si arrivi a vincere un premio per la sostenibilità!».

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