«Lario, casi in progressiva diminuzione. Ma è sbagliato eseguire così pochi tamponi»

Contagiati sono 218 più di ieri

La Lombardia, regione ancora tristemente simbolo nazionale della pandemia di Coronavirus, è oggi divisa in tre, con la provincia di Como fra le aree in condizioni migliori, ovvero tra le province «che sembrano confermare la progressiva diminuzione dei casi positivi, insieme con Brescia e Pavia». L’analisi dei dati è del consigliere regionale del Pd, Samuele Astuti, che da inizio marzo inserisce tutti i numeri ufficiali della pandemia ed elabora grafici quotidiani per fotografare la situazione. C’è invece una parte della regione con una progressiva ripresa dei casi positivi (Bergamo, Monza e Sondrio) e una parte del territorio che mostra un andamento altalenante (Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano e Varese).
«Il Comasco si sta dimostrando un territorio fortunato» dice ancora Astuti.
Ad alcune settimane dalla fine del lockdown i modelli matematici si attendevano però un aumento dei casi, con un picco proprio alla metà di giugno? Che cosa succede?
«È vero, il modello viene confermato – spiega Astuti – Nelle ultime due settimane i dati regionali sono cresciuti. Si tratta di valori che tendono a consolidarsi. Teniamo conto che i nuovi positivi giungono ora in particolare dopo i test sierologici».
Secondo l’assessore regionale Gallera si tratta di casi solo “debolmente positivi”.
«Non sono tutti così. Per questo, con il collega Angelo Orsenigo, che è qui con me, e segue proprio il territorio comasco, chiediamo che non vengano diminuiti i tamponi effettuati» dice Astuti.
«È proprio in questo momento che serve la maggiore attenzione nell’individuare nuovi possibili focolai – fa eco ad Astuti Angelo Orsenigo – Da tempo chiediamo che sia eseguito un maggior numero di tamponi sul territorio provinciale. Non c’è alcun motivo che giustifichi il calo degli esami eseguiti, eppure, proprio dallo studio di Astuti si evidenzia questo. Ci sono ancora operatori sanitari anche in provincia di Como che attendono il tampone. Non ha assolutamente senso».
«Nella settimana che si è appena chiusa sono stati comunicati circa 73mila tamponi, più della precedente settimana ma meno di ogni altra settimana di maggio e giugno – dice ancora Astuti – La percentuale di tamponi positivi rispetto ai tamponi efficaci (positivi + negativi) scende sotto il 3% e anche nelle persone “nuove” la percentuale dei positivi rimane a livelli relativamente bassi (2,7% circa)».
Domani Ats Insubria, a lungo nell’occhio del ciclone in queste settimane, darà tutti i dati della gestione della pandemia nel corso di una conferenza stampa. Il direttore generale dell’Ats, Lucas Maria Gutierrez, è stato accusato di una gestione “Varesecentrica”. «Non abbiamo mai abbandonato i comaschi» scrive Gutierrez. Quindi elenca i numeri al 12 giugno. «In rapporto ai residenti sono stati eseguiti più tamponi a Como rispetto a Varese (39,8 persone testate ogni 1.000 abitanti a Como contro le 34,5 di Varese)» conclude.

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