Lario chiuso per Coronavirus, torna il lockdown e fa paura

Bar chiusi a Como

Ieri sera c’è chi ha ricevuto i clienti fino all’ultimo minuto prima del coprifuoco, chi ha salutato i compagni di scuola, chi preparato le proposte del menu d’asporto, con il groppo in gola. Da questa mattina chiude la provincia di Como, come tutta la Lombardia. Si scrive “Area Rossa” si legge lockdown. Non sono molte le differenze rispetto allo scorso marzo. Anche questa volta c’è poi l’incognita sulla durata. Almeno due settimane di “Area Rossa” per la Lombardia, ma il Dpcm firmato dal premier Conte vale fino al 3 dicembre, un mesetto.

Info Zona Rossa
Le disposizioni nell’area rossa



Chi si muove di casa
Il decreto vieta di muoversi se non per lavoro, salute ed esigenze anche dentro il comune di residenza. Vietato varcare i confini comunali. Ma come è possibile anche fare la spesa per chi vive in un paese del lago, dove non ci sono alimentari? «Per i piccoli comuni è prevista una deroga sugli spostamenti per i servizi essenziali, nel caso in cui nel paese non ci siano o siano insufficienti» spiega Mauro Guerra, presidente di Anci Lombardia e sindaco di Tremezzina.

Attività commerciali
Bar, ristoranti, tutti i negozi, esclusi gli alimentari e i beni di prima necessità, sono chiusi da questa mattina. Dalla Confcommercio si cerca di guardare al futuro. «Ritardi ed errori pesano tanto ed hanno contribuito a trasformare l’emergenza sanitaria in emergenza economica e sociale – spiega il presidente di Confcommercio Como, Giovanni Ciceri – Si rischia di cancellare la forza del territorio. Per riaprire è necessario che vengano messi in campo indennizzi adeguati e tempestivi e moratorie fiscali e creditizie ampie ed inclusive. Nessuno sia lasciato senza risposte e senza aiuto. Questa volta, sbagliare è vietato. Ne va della tenuta sociale del Paese» conclude Ciceri.

Artigiani in difficoltà
«Il vero problema degli imprenditori riguarda le misure di sostegno – spiega il funzionario di Cna addetto alle relazioni d’impresa, Enzo Fantinato – Annunciate da sei mesi e mai varate. Ci si aspettava la chiusura, ma non così. Si ferma solo il Nord, le due regioni più produttive. Una guerra va affrontata come tale, non con con una tendina che chiude da una parte e apre dall’altra. Assurdo. Nell’artigianato degli alimentari, rispetto al primo lockdown è stato concesso l’asporto a gelaterie e pasticcerie, ma se la gente non si può muovere, nessuno venderà. Uno studio dice che il 50% delle attività di ristorazione non riaprirà nel 2021. Lavorano i parrucchieri, è vero, ma con chi? Abbiamo il settore del trasporto privato, dei pullman paralizzato da mesi. Dipendenti in cassa integrazione, ditte verso la chiusura. Un costo sociale altissimo. Vorrei capire perché quei mezzi e quelle persone non sono state usate per rinforzare il trasporto pubblico delle scuole. Sarebbe costato meno. Hanno chiuso i negozi di mobili che hanno esposizioni di mille metri quadrati, sono tanti i paradossi di questa “Area Rossa”».

Si va dal parrucchiere
«A livello nazionale la nostra categoria è riuscita a convincere il governo a farci stare aperti – spiega Marco Rossi, referente del settore per la Cna – Io ho un negozio in città, conto di lavorare al 30-40%, ma chi ha il suo salone in un paese, senza la possibilità degli spostamenti, come farà? Non avremo i ristori visto che ci hanno lasciato aprire, speriamo di dare un po’ di conforto alle nostre clienti».

Didattica a distanza
Da oggi e per almeno un mese, circa il 50% dell’intera popolazione scolastica del territorio parteciperà solo a lezioni online, da casa, come era successo questa primavera. Agli studenti delle superiori e agli universitari si aggiungono infatti quelli di prima e seconda media.

In chiesa si può
Il Dpcm conferma le regole per pratica religiosa in ben 18 pagine di allegato, due per ogni credo, dal cristianesimo in ogni sue derivazione all’islam, dall’ebraismo al culto buddhista. Dalla Diocesi confermano il rinvio di cresime e altri sacramenti per la presenza di ragazzi nei gruppi in quarantena fiduciaria. L’ultima data utile per le celebrazioni nel corso del 2020 sarebbe stata domenica 22 novembre.

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