Lario, da destinazione turistica a set per il grande cinema

House of Gucci

Davide Van De Sfroos impegnato a fare da catalizzatore di storie ambientate sul Lario, come menestrello e narratore delle tradizioni e delle identità di un territorio finora usato solo come scenografia ma che potrebbe essere attore primario sulla scena del grande cinema. E dall’altra parte del Lario uno scrittore parimenti famoso come il romanziere autore di decine di best seller Andrea Vitali, chiamato a farsi portavoce sulla scena del cinema della sponda lecchese, con le sue storie dallo stile guareschiano e un po’ alla Piero Chiara ambientate a Bellano nel corso di vari decenni del XX secolo. Tra le tante storie da raccontare, ci potrebbe essere l’epopea alpinistica dei “ragni di Lecco”, così come sul lato comasco ci sono le tante storie legate al contrabbando e alla guerra partigiana. Paesaggi, personaggi, storie e opportunità: a Venezia come detto il Lago di Como si è rivolto con uno specifico workshop giovedì scorso all’hotel Excelsior nella cornice prestigiosa del Lido alle produzioni cinematografiche internazionali nell’ambito della 78a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Un’iniziativa congiunta di Camera di Commercio di Como-Lecco, Lariofiere e Villa Erba che ha permesso di progettare iniziative di promozione sul settore cinematografico. L’evento “Lago di Como: da destinazione turistica a set per le produzioni di tutto il mondo” ha individuato una coraggiosa e ambiziosa strada maestra: coinvolgere produttori, sceneggiatori e registi in cerca di una nuova storia e di nuove location grazie a testimonial di prestigio come De Sfroos e Vitali ma anche grazie a maestranze locali che potrebbero opportunamente supportare le grandi produzioni fornendo conoscenza e manodopera qualificate: non solo comunicatori e artisti ma anche esponenti della filiera del legno-arredo, di quella del tessile e del mondo dell’arte e della scenografia. Non solo bei luoghi da usare come set – l’ultimo caso è stato “House of Gucci” di Ridley Scott girato sul Lago di Como (nella foto), come tanti e tanti altri film e fiction – ma anche una fucina di talenti che si potrebbero mettere a disposizione delle produzioni per moltiplicare ancora di più l’effetto volano che si chiama indotto: se ogni euro speso da una casa di produzione ne genera cinque di indotto grazie al cineturismo, molti di più si potrebbero generare se nel processo di costruzione della macchina del cinema potessero entrare anche maestranze comasche ingaggiate direttamente sul posto per ottemperare alle varie esigenze sul campo che si potrebbero manifestare momento per momento a seconda dei copioni da rappresentare.
Un brand già noto in tutto il mondo, il Lario, che grazie al cinema può diventare ancora più seducente ed esclusivo. Come ha detto nel corso del workshop Filippo Arcioni, presidente di Villa Erba, la vera necessità è quella di creare una rete che riesca a generare un vero sistema di prodotti e servizi rivolti a questo settore: «Insieme alle istituzioni, bisogna lavorare per portare tutta la filiera del cinema sul territorio; educational, tour, informazioni rivolte agli addetti ai lavori, per intercettare produzioni e utilizzare le professionalità locali».

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