Lario senza castagne per la vespa killer

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L’allarme di Coldiretti
Guerra al cinipide, l’insetto giunto dalla Cina che ha fatto crollare le produzioni di marroni in tutta Italia

È una guerra senza esclusione di colpi quella in corso per salvare le castagne. Ormai da anni si combatte contro un killer spietato: il cinipide. Una piccola vespa, in arrivo dalla Cina, sbarcata in Piemonte nel 2002 e da lì partita alla conquista dell’Italia.
Un’invasione perfettamente riuscita che ha provocato danni enormi alla produzione di marroni, precipitata nel 2012 di oltre il 50%. Una previsione confermata pure per quest’anno.
E anche nel nostro territorio – come è facile

notare dando un’occhiata ai banchi dei fruttivendoli o andando per boschi – delle castagne neanche l’ombra. Ma non solo: un allarme analogo arriva dal Canton Ticino. Anche oltreconfine, infatti, i boschi sembrano essersi improvvisamente svuotati. Il timore è che il cinipide possa aver varcato la dogana.
«Benché nella nostra provincia non ci siano castagneti da coltivazione, le piante cresciute spontaneamente nei boschi sono spoglie. I ricci sono vuoti. I castagni sono assolutamente scarichi – spiega il presidente di Coldiretti Como-Lecco, Fortunato Trezzi – La situazione non è certamente delle migliori. E le cifre della crisi ben si addicono al territorio comasco pur non essendoci da anni una produzione sistematica di castagne come invece avviene altrove in Italia».
Il cinipide provoca la formazione di “galle”, ovvero di escrescenze anomale causate dalla deposizione delle larve, che deturpano le foglie e gli organi floreali compromettendo lo sviluppo dei germogli intaccati.
«È un danno incredibile quello provocato da queste vespe. In aggiunta va anche detto che sulla progressiva scomparsa delle castagne ha influito pesantemente anche l’andamento del meteo – aggiunge Trezzi – La stagione climatica caratterizzata da una siccità prolungata specialmente tra giugno e luglio, momento clou della fioritura, ha inferto il colpo di grazia causando la situazione che oggi ci troviamo di fronte. Su ciò sicuramente avranno influito anche le piogge acide. La nostra realtà non è critica come altrove, ma basta concedersi una passeggiata nei boschi, come capita spesso anche a me, per vedere come non ci sia più traccia di castagne».
Emanuele Bezzi, responsabile dell’ufficio tecnico di Coldiretti Como-Lecco, quantifica il fenomeno. «In base alle analisi e ai dati più recenti – afferma infatti l’esperto – posso confermare come nelle due zone della nostra provincia in cui è maggiore la presenza di castagni, ovvero il Triangolo Lariano e l’Altolago, quest’anno di castagne neanche l’ombra: non se ne trovano proprio».
Per contrastare questa situazione d’emergenza si è ovviamente cercato di correre ai ripari. E così dal 2008 è stato progressivamente introdotto un’antagonista del cinipide.
«Si tratta di un’altra piccola vespa, chiamata Torymus sinensis Kamijo, originaria sempre della Cina, che dovrebbe funzionare come una specie di controllore biologico», spiega Alessandro Rapella di Ersaf Lombardia, l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste. Una sorta di vespa “sceriffo” in grado di stoppare gli effetti devastanti del cinipide. Il primo esperimento è stato eseguito ad Albino (in Val Seriana) nel maggio del 2008. L’operazione di “ambientamento” è riuscita. Infatti, dalle “galle” raccolte nel mese di marzo 2009 e tenute in laboratorio, sono cominciati a nascere i primi adulti della “vespa sceriffo” in grado, appunto, di contrastare il cinipide.
«E in questi anni la situazione è lievemente migliorata anche qui da noi – aggiunge Alessandro Rapella – Si intravede uno spiraglio. Ciò non toglie che la situazione sia sempre allarmante. Questo antagonista naturale dà buoni risultati anche se ci vorrà molto tempo per ottenere un adeguato contenimento delle vespe che danneggiano i castagneti». La comparsa del cinipide ha dunque messo in ginocchio un intero settore. «Questa vespa è stata ed è talmente dannosa che, dopo il suo avvento, il cancro del castagno, un tempo considerato una vera sciagura per queste piante, è passato in secondo piano», conclude Rapella.
E intanto c’è chi, proprio in questi gironi, in Parlamento si sta occupando del problema. Il Movimento 5 Stelle ha infatti presentato in Commissione agricoltura alla Camera una proposta di legge sul tema. Dove, tra le principali misure proposte per contrastare la crisi del comparto, c’è il blocco dei trattamenti chimici sulla chioma dei castagneti, che si sono rivelati inutili – secondo quanto indicato nel documento – e deleteri per l’ecosistema e per la salute delle persone, favorendo invece la lotta biologica con l’introduzione di insetti antagonisti. La sfida, dunque, è aperta. E, a detta di esperti, agricoltori, politici e “castagnari” della domenica, riportare i castagneti alla situazione precedente all’infestazione sarà un processo lungo, che richiederà molto tempo.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Per colpa del cinipide, un tipo di vespa che depone le uova nei castagni, spesso i ricci sono vuoti. Un problema che affligge l’intera Penisola (Mv)

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