Lario Tir, salta la convenzione decennale. Gli autotrasportatori minacciano il fermo

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«Se l’unica maniera per farsi rispettare è fermarsi, la categoria è pronta ancora una volta a farlo, anche con un fermo dell’autotrasporto e della dogana di confine». Luca Riva, presidente di Fita Cna, Giorgio Colato, presidente della Fai, e Roberto Galli, numero uno di Confartigianato, non abbassano i toni dopo l’incontro con il prefetto lariano, Ignazio Coccia.
In un comunicato congiunto, redatto ieri, annunciano manifestazioni con i Tir in città, in provincia e alla dogana di Brogeda. La categoria dell’autotrasporto da tempo sta denunciando l’emergenza legata all’area di sosta Lario Tir. Si tratta dell’unico parcheggio per mezzi pesanti prima del confine di Stato. In caso di emergenza, ovvero per le chiusure della dogana svizzera a causa delle festività, o per condizioni meteo avverse prima o dopo il Gottardo, tutta la zona di Como Sud viene stretta nella morsa del traffico pesante, con l’unico sfogo su Lario Tir. Il parcheggio è però privato, parte di proprietà della Docks Consorzio e parte della società Autostrade. L’ultima convenzione decennale è in scadenza in questi giorni.
«Questa è l’occasione per rendere pubblico Lario Tir – tuona Colato – ora o mai più. Da anni l’area è a conclamato uso pubblico, come si legge anche nella convenzione a suo tempo stipulata. La stessa Docks riconosce la piattaforma quale area sensibile per il trasporto commerciale pesante. Quindi di pubblica utilità, perché realizzata con contributi pubblici dagli Enti locali e dall’Albo dei trasportatori, raccordata all’autostrada» precisa Colato.
La prima convenzione era stata sottoscritta nel 1999 con la Camera di Commercio e prolungata ulteriormente dal Comune di Como. «Siamo venuti a conoscenza che il Comune di Como e l’assessore ai Lavori pubblici, Vincenzo Bella, stanno pensando a un accordo quadriennale con il pagamento a Docks Consorzio di oltre 4mila euro ogni volta che si verifica un’emergenza per il traffico pesante – dice sempre Colato – Si tratta di un’assurdità, che non dà alcuna garanzia sul servizio. L’area deve essere sempre aperta e gratuita per l’autotrasporto. Come si fa a stabilire quando serve? Ma stiamo scherzando? I camion pagano l’autostrada, pagano per fare passare le merci in dogana. Gli introiti doganali sono oltre 600 milioni di euro all’anno, il territorio ne potrebbe stornare una quota parte per realizzare infrastrutture».
«Le associazioni Fai, Confartigianato e Fita – sottolineano nella nota tutti i presidenti – hanno ribadito al prefetto il loro disappunto per il modo di operare del Comune di Como che, non solo sta trattando con la proprietà senza la partecipazione dei rappresentanti del settore, ma anche senza la Provincia e in modo particolare la Camera di Commercio».
Difficile pensare a una schiarita a breve. Il caos per il fermo dei Tir potrebbe quindi essere alle porte.

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