L’arresto del sindaco di Valsolda, l’intercettazione: «Cinquantamila li facciamo in nero»

Tribunale di Como, palazzo di giustizia

«Black, Black», urlavano i soci al tedesco 71enne che, proprietario di un terreno a Cressogno (frazione di Valsolda), voleva renderlo edificabile e ottenere i titoli abilitativi per la realizzazione di un edificio residenziale alto tre piani. Quel «Black», per la guardia di finanza e la Procura di Como, è subito spiegato da una intercettazione effettuata in questi mesi: «Cinquantamila se riusciamo li facciamo in nero», direbbe il sindaco all’interlocutore.
Perché le vie per saldare il disturbo, sostiene il giudice delle indagini preliminari che ha firmato l’ordinanza, erano due: o attraverso una «fatturazione gonfiata relativa all’istruzione della pratica edilizia», oppure attraverso la richiesta del pagamento «in contanti e in nero», il “black” appunto.
La Procura lariana (pm Pasquale Addesso) ritiene che gli altri sette indagati colpiti dall’ordinanza – ora ai domiciliari – ben sapessero delle attività dello studio cui si erano rivolti.
E nelle intercettazioni spesso c’è traccia di questa conoscenza: «Eh va bene, comunque anche se c’è da pagare qualcosa facciamolo », dice il proprietario di un terreno a rischio idrogeologico che voleva vendere l’area al Comune, perché «se viene giù il terreno…» sarebbero stati guai. Il sindaco si interessa della delicata pratica, ha intenzione di dare una mano, ma il cittadino sa bene che di mezzo c’è «anche il suo disturbo eh, mi raccomando».
Curioso anche quello che accade per l’ex Caserma di Dasio, dove l’interlocutore promette 40mila euro in cambio dell’approvazione da parte del Comune di Valsolda del progetto per la realizzazione di 9 unità abitative.
Progetto che lo stesso interessato (in un’altra intercettazione) dice a un amico: «Pensa te, l’ha fatto il sindaco, è incredibile».
«E quanto ti ha chiesto per quel progetto lì?». «Quarantamila». «(Parolaccia, ndr)… Beh, sicuramente te la fa passare». La Procura di Como ritiene di aver documentato in questi mesi la dazione di almeno 25mila euro in contanti, ma molte sarebbero le promesse (come quella appena citata) per importi ben più elevati. «Ma la cosa che più ci ha colpito – hanno chiosato il procuratore Nicola Piacente e il pm Addesso – non sono stati gli importi, ma la sistematicità dell’attività in un paese piccolo collocato in un contesto prezioso anche dal punto di vista paesaggistico». In quello che – per quanto riguarda le pratiche edilizie dello studio “Lamberti-Farina” – era «quasi un monopolio delle attività in quel di Valsolda». Pratiche in cui chi si opponeva – come nel caso di un responsabile dell’area tecnica del Comune – veniva pressato a più riprese, perché «quelle robe lì» bisognava trovare il modo per «metterle a posto» e farle «stare in piedi». Per la Procura, tuttavia, contro quelle che erano le normative di legge.

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