L’arte vola in hangar

Esposizioni – Marco Brenna si ispira a Mario Sironi per celebrare l’Aero Club e la sua flotta di idrovolanti
Non è la prima volta che l’arte contemporanea “invade” l’hangar dell’Aero Club di Como in viale Puecher, uno dei punti fermi dell’itinerario dell’architettura razionalista in città e storico tempio del volo idro (e non solo) di caratura internazionale.
In passato si contano almeno la personale di Nicola Salvatore e la performance di danza e “concerto per idrovolanti” promosso dall’Autunno Musicale.
Ora però con la personale del pittore Marco Brenna Idrovolanti inaugurata
ieri pomeriggio si può dire che l’arte ha letteralmente preso il volo. Quello che nei precedenti lavori del maestro lariano consacrati al patrimonio architettonico razionalista era solo un dettaglio ambientale – i velivoli idro singoli o in coppia o stormo – ora chiede udienza in modo potente sulla scena dell’opera pittorica. La mostra di Brenna è aperta fino al 21 ottobre (orario tutti i giorni 9-18).
In alcuni lavori di Brenna ospitati nell’hangar, specie quelli più grandi, gli idrovolanti sono presentati con forza monumentale e hanno la stessa dignità plastica dei monumenti storici come il Palazzo del Fascio e la Fontana di Piazza Camerlata. Altrove, sono presenze più discrete, per quanto evidenti sulla scena. Siamo comunque di fronte a un percorso complesso, solo in apparenza lineare, che pone interrogativi forti sullo scorrere del tempo, sulla presenza umana nel paesaggio, sulla capacità della pittura di combattere ad armi pari con il cinema.
«Con i monumenti storici e con gli aerei ho lo stesso atteggiamento – dice Brenna – Qui la mia arte si specchia nel lago in un gioco di riflessi multiformi: le mie opere sul tema del volo collocate nell’hangar dell’Aero Club sprigionano in effetti un notevole magnetismo. E rimangono ribadite, intatte, le mie costanti: mi cimento con il lago e le montagne, l’azzurro del cielo lariano e le macchine volanti che lo abitano. Per me è però anche una sfida nuova, che in questo caso mi ha permesso di aggiungere colore alla mia tradizionale tavolozza. Una bella sfida da cui ho imparato molto».
Per Brenna il punto di riferimento costante è il Novecento, e in particolare la pittura di Mario Sironi.
«È sempre presente idealmente nel mio atelier, quando dipingo. Mi piacciono le atmosfere novecentiste; le forme e i colori rarefatti di certe atmosfere urbane sironiane per me sono il massimo. Lo sposalizio con il volo anche in chiave di omaggio al Futurismo è arrivato come logica e normale conseguenza».

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