L’asilo di Lora passa ai privati, scoppia la polemica

L'asilo di Lora

L’asilo di Lora, adesso è ufficiale, passa ai privati. O meglio, dopo la votazione in consiglio comunale di lunedì sera, è realtà la delibera sulla gestione indiretta della struttura. Con 18 voti a favore, 7 contrari e 2 astenuti si è messo fine a uno dei temi caldi che hanno acceso il dibattito nelle ultime sedute dell’aula. Tema pesantemente contestato dal personale e dai sindacati. Di fatto la gestione indiretta significa passare ai privati, ma con il controllo e la supervisione del Comune. E proprio i criteri della gestione e il ruolo di Palazzo Cernezzi sono stati al centro di una recente commissione consiliare e della delibera portata in consiglio. Il nido di Lora da tempo è sottoutilizzato e l’obiettivo dichiarato dall’amministrazione – come ribadito più volte dall’assessore alle Politiche educative, Alessandra Bonduri – è continuare a garantire il servizio per il quartiere con la collaborazione pubblico-privato.

Adesso si dovrà predisporre il bando di gara, al quale potranno partecipare gli operatori interessati. Qualora non ve ne fossero, l’assessore ha spiegato che il servizio resterà – per quanto possibile in termini di tempi e costi – ancora al Comune. Ma come prevedibile, vista la grande attenzione suscitata dal tema, non sono mancate le critiche. A partire dal gruppo consiliare di Civitas e dal presidente Bruno Magatti. «Tutte le nostre proposte sono state sistematicamente respinte (ad esempio prevedere una clausola rescissoria al venire meno anche di una sola delle condizioni e degli impegni contrattuali), praticamente senza alcun dibattito, in un consiglio comunale gelido e in buona parte indifferente – si legge nella nota – Quando le scelte sono dettate dal furore ideologico sommato all’urgenza di nascondere i danni commessi (non sono state fatte assunzioni negli ultimi anni), ecco che la scelta di affidare il nido di Lora ai privati viene rappresentata come ragionevole».

Parole dure alle quali ha replicato l’assessore. «Io cerco una soluzione, una via ampiamente sviluppata in altri capoluoghi lombardi. Poi vedremo come andrà la gara anche in virtù del momento storico ed economico», ha sottolineato Bonduri, chiarendo che le proposte sollevate da Civitas «non erano indirizzi ma specifiche che ben riguarderanno gli atti di gara». Ma anche il Pd, per voce del consigliere Patrizia Lissi, è intervenuta. «Siamo preoccupati per i contratti del personale che sarà assunto con la gestione indiretta. Siamo preoccupati per la differente formazione che ci sarà fra pubblico e privato. Siamo preoccupati perché sappiamo molto bene come lavorano le attuali educatrici, con passione, professionalità e competenze – dice Patrizia Lissi – In aula abbiamo sentito dire che gli asili nido sono il fiore all’occhiello del comune di Como. Abbiamo anche sentito dire che la gestione indiretta è stata una scelta obbligata dalla gestione di altri, dell’amministrazione precedente. Ma non dimentichiamoci che in quattro anni la giunta Landriscina non ha aperto un singolo asilo, le liste d’attesa sono diventate lunghissime e sono stati eliminati tutti i servizi integrativi. L’educazione, tanto quanto la sanità, sono un servizio pubblico che deve essere difeso e mantenuto al centro dell’attenzione».

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