L’atlante immaginario di Pasquali e Fedrigoli

altA Lissone fino al 1° febbraio
Un atelier che diventa galleria d’arte, una soffitta della memoria che diventa salotto, e anche un atlante immaginario frutto di una ben misurata “ars combinatoria”, disegnato a quattro mani e con quattro occhi. È il progetto espositivo Le ore felici, fino al 1° febbraio al Museo di Lissone in viale Padania 6 (orari: mercoledì e venerdì 10-13, giovedì 16-23, sabato e domenica 10-12 e 15-19).

Proietta il visitatore dentro a una collezione dove giacciono i prototipi poetici e visionari di Beatrice Pasquali, ma è anche lo spazio ottico di Enrico Fedrigoli, il quale si insinua tra la placida vita degli oggetti e delle superfici. Oggetti e immagini (nella foto) sono così protagonisti di un dialogo costante. Il nume tutelare di questa operazione che mescola foto, dipinti, video è il celebre critico tedesco Aby Warburg, che sottolineava il ruolo di “messaggeri” che possono assumere gli oggetti quotidiani, quando li carichiamo di significato.

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