La scorsa settimana l’Ats Insubria aveva già riscontrato la presenza del virus West Nile in una trappola per zanzare a Busto Garolfo, al confine con il Varesotto. Colpita anche una poiana, uccello rapace in transito sempre dalla provincia di Varese.
Il caso sospetto del 71enne comasco è però il primo che l’Ats si trova ad affrontare. Attivati i Dipartimenti di Igiene e Prevenzione sanitaria, quello veterinario e delle Cure primarie (medici e pediatri). West Nile Disease (Wnd) detta anche Febbre del Nilo occidentale, è una malattia virale, trasmessa dalla puntura di zanzare infette.
Nell’uomo l’infezione decorre per lo più senza sintomi di malattia apparenti o come forma simil-influenzale, ma può, in casi rari, portare a gravi forme di encefalite e anche a decessi soprattutto in persone immuno-compromesse e debilitate da altre malattie. Il virus West Nile infetta più facilmente uccelli e cavalli. Anche bufali, capre, bovini, pecore, cani e gatti possono venire infettati come ospiti occasionali.
Gli uccelli sono il serbatoio principale del virus, che viene trasmesso dalla zanzara, insetto vettore, che si infetta da un uccello o da un cavallo e poi trasmette l’infezione all’uomo. La zanzara, con la puntura, non trasmette il virus da persona infetta a persona sana. Non è descritta la trasmissione interumana se non tramite la trasfusione di sangue o donazione di organi.
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