Lauda era spesso ospite sul Lario, a Villa D’Este amava il risotto allo champagne

Niki Lauda

Villa d’Este è da sempre una base dei team di Formula 1 in occasione del Gran Premio di Monza. Niki Lauda ha spesso soggiornato nell’albergo di Cernobbio e c’è anche un simpatico aneddoto che è stato raccontato in queste ore di ricordo del pilota austriaco scomparso a 70 anni.

Quando arrivava sulle rive del Lago di Como, Lauda era solito chiedere allo chef di Villa d’Este il suo piatto preferito, il risotto allo champagne. Ma allo stesso tempo a chi preparava la pietanza diceva: «Per cortesia, non esagerate con lo champagne che domani devo guidare» era la sua garbata ma ferma richiesta.

In tempi recenti Lauda è tornato a pochi passi dal Lario per una serata promozionale del suo sponsor personale al Casinò di Mendrisio. In una affollata e lunga conferenza stampa affrontò numerosi argomenti. Parlò anche di Arturo Merzario e dell’episodio del 1976 al Nurburgring.

«Negli ultimi anni il nostro rapporto è stato cordiale – aveva spiegato Lauda – ma all’epoca non mancarono le polemiche. Tutto nacque dal fatto che dopo l’incidente, come in molti ricorderanno, tornai alle gare al Gran Premio di Monza. La ripresa non era stata completa, e mi trovai sballottato in una situazione confusa. Mi portarono a un centro medico dove dieci medici volevano visitarmi. Io stesso vivevo una situazione di grande nervosismo e stress: in pratica non riuscii ad andare da Arturo a ringraziarlo in tutta quella confusione. Lui non la prese bene, ma aveva ragione: io ero stato stupido».

In quell’occasione non mancò anche un tributo a Clay Regazzoni, che del pilota austriaco era stato compagno di squadra alla Ferrari. «Lo ricordo volentieri – aveva spiegato Niki Lauda – Avevamo un buon rapporto ed era una persona perbene: un buon collega nel periodo che abbiamo passato assieme».

Il tre volte campione del mondo si era poi soffermato sul Gran Premio di Monza, che, all’epoca non stava vivendo una fase semplice. Si parlava, infatti di una possibile cancellazione.

«Ci sono piste che sono la base della Formula 1. Penso a Monza, Hockenheim, Nurburgring e Zeltweg – aveva risposto – Le gare su questi tracciati di grande tradizione devono essere mantenute. Quando vai soltanto ad Abu Dhabi o a Baku la F1 è finita».

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