L’autopsia: colpi al cuore e alla gola. Non si trova l’ultimo uomo della vittima

alt L’omicidio alla stazione di Mozzate

Un colpo dritto al cuore, il secondo alla gola. Tutto in pochissimo tempo, una manciata di secondi, non di più, con l’intenzione di non lasciare scampo alla vittima, sua ex compagna nonché madre di uno dei suoi due bambini.
Sono questi i primi risultati dell’autopsia effettuata dall’anatomopatologo del Sant’Anna Giovanni Scola sul corpo di Lidia Nusdorfi, la donna uccisa una settimana fa nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Mozzate dall’albanese Dritan Demiraj, 29 anni. Non

si conosce ancora, invece, il tipo di lama utilizzata per uccidere. Coltello che tra l’altro non è ancora stato ritrovato. Al pari dell’ombrello usato da Dritan per coprirsi il volto dalle telecamere al momento di uccidere.
La donna che era in auto con lui, una riminese di 36 anni accusata di favoreggiamento, avrebbe raccontato che anche l’ombrello (come il coltello) sarebbe stato gettato dal finestrino dell’auto in corsa lungo l’autostrada di ritorno in Romagna dopo aver ucciso. Ma questa vicenda, che ogni giorno fornisce un nuovo, imprevisto sviluppo, anche ieri non è stata da meno. L’ultimo elemento riporta al viaggio da Rimini a Mozzate compiuto dal killer, dalla donna (che ha ribadito di aver scoperto solo il giorno successivo quanto era accaduto) e da un secondo uomo al momento ancora sconosciuto e ricercato. Quest’ultimo, che avrebbe parlato in albanese per tutto il viaggio, una volta in stazione a Mozzate avrebbe fatto da palo all’amico piazzandosi tra l’auto parcheggiata e l’ingresso della stazione al momento dell’omicidio. Prima di arrivare a Mozzate, i tre avrebbero però fatto sosta all’aeroporto di Malpensa. Per quale motivo? Con chi si dovevano incontrare? E non è tutto, perché proprio dal giorno del delitto è scomparso dalla circolazione anche l’ultimo compagno della vittima, un 35enne sostanzialmente senza fissa dimora. Che fine ha fatto? Si è allontanato per paura? Di certo al momento ci sarebbe solo che quella sera la vittima pensava di incontrare proprio il 35enne nel sottopassaggio di Mozzate e non Dritan. Ieri sera intanto Mozzate ha voluto ricordare Lidia Nusdorfi con una fiaccolata alla quale hanno preso parte un centinaio di persone.
L’iniziativa è stata organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con la parrocchia. Al ritrovo, alle 21 nella piazza del municipio, hanno preso la parola il primo cittadino Luigi Monza e la vicesindaco Francesca Preatoni. Il corteo ha quindi raggiunto la chiesa parrocchiale per un momento di preghiera. Un corteo simbolico di poche centinaia di metri per ricordare la giovane mamma uccisa a coltellate sabato sera nel sottopassaggio della stazione. «Abbiamo organizzato la fiaccolata in ricordo di questa donna – spiega il vicesindaco – In occasione della giornata dell’8 marzo vogliamo ricordare anche tutte le donne vittime di femminicidio».
Alla fiaccolata sono stati invitati, direttamente dal sindaco Luigi Monza, anche i parenti di Lidia.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Un momento della fiaccolata di ieri sera a Mozzate (Dps)

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