Un solo fendente diretto al petto, scagliato con forza, in grado di uccidere senza lasciare scampo. Sarebbe questo il primo riscontro dell’autopsia effettuata dall’anatomopatologo del Sant’Anna, Giovanni Scola, sul corpo di Lorenzo Borsani, 36enne di Mozzate ucciso al termine di una lite da Flavio Briancesco, 49enne con cui aveva avuto un diverbio.
Un solo fendente dunque, inferto da un coltello con la lama estraibile della lunghezza complessiva di 23 centimetri. La vittima aveva altri segni sul braccio, sempre riconducibili a un’arma da taglio, ma secondo l’esame autoptico queste sarebbero delle lesioni di difesa, ovvero successive a un tentativo da parte di Borsani di parare il colpo che stava per ricevere e che è poi risultato fatale.
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