Lavatoi, un altro anno per la progettazione. Gara e lavori non prima dell’estate 2019

Un altro anno. Il cantiere che dovrebbe rimettere in sicurezza il viadotto dei Lavatoi non partirà prima di un altro anno. Lo ha detto martedì sera in diretta su Etv l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Como, Vincenzo Bella, rispondendo alle domande che gli venivano poste dal conduttore, Andrea Bambace, e dai telespettatori dell’emittente lariana.
Il cronoprogramma indicato martedì da Bella non è all’insegna della rapidità. Se tutto dovesse andare come nelle previsioni dell’assessore, i lavori dovrebbero infatti cominciare dopo la metà del 2019.
«Conto, entro la fine di quest’anno – ha detto Bella davanti alle telecamere – di avere come minimo il progetto preliminare approvato; confido anche nel progetto definitivo sebbene non del tutto completo».
I passaggi di un’opera pubblica, giova ricordarlo, sono stabiliti dalla legge: studio di fattibilità (quando necessario), progetto preliminare, progetto definitivo, progetto esecutivo, gara d’appalto, assegnazione dei lavori. La fase più delicata, ovviamente, è quella che segna il passaggio tra la progettazione definitiva e la progettazione esecutiva. Nel caso del viadotto dei Lavatoi, la progettazione esecutiva si sovrappone a una necessaria conferenza dei servizi, una riunione di tutti i soggetti pubblici interessati all’opera che – dice ancora Bella – si dovrebbe tenere «entro la primavera del 2019».
A quel punto, «a essere ottimisti – ha specificato l’assessore – progetto esecutivo, appalto e lavori potrebbero» arrivare prima dell’estate del prossimo anno. Il costo dell’operazione, sempre a detta di Bella, potrebbe però aggirarsi attorno ai 2 milioni di euro. La procedura d’appalto non sarebbe comunque rapidissima. E l’inizio dei lavori potrebbe facilmente slittare al 2020.
Tempi lunghi, insomma. Durante i quali non dovrebbero esserci in ogni caso preoccupazioni per la tenuta del viadotto. «Il ponte è sicuro – ha ripetuto Bella martedì sera ai microfoni di Etv – e viene monitorato 24 ore al giorno, 7 giorni su 7». Peraltro, nel caso in cui i sensori registrassero un movimento superiore ai limiti, verrebbe inviata una segnalazione in tempo reale ai tecnici, i quali interverrebbero immediatamente.
Una volta iniziato il cantiere, il transito sul ponte potrebbe non essere interrotto. «Non è detto che durante i lavori si debba chiudere il viadotto, anzi spero che questa chiusura venga limitata al massimo», ha concluso l’assessore.

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