Lavori in ritardi a Villa Olmo, il Comune chiede 3 anni di proroga. Obiettivo, non perdere i fondi Cariplo

Villa Olmo

Mancanza di progetti, lavori fermi e restyling non ancora ultimato.
La riqualificazione per completare il progetto su Villa Olmo “Tra ville e giardini del lago di Como. Navigare nella conoscenza” è in stallo. Per scongiurare il pericolo di perdere i 5 milioni di euro concessi da Fondazione Cariplo – sono passati cinque anni dallo stanziamento e non tutti i lavori previsti sono stati portati al termine – il sindaco di Como, Mario Landriscina, ha firmato la richiesta di proroga di 3 anni a Fondazione Cariplo per completare il progetto. «Assieme alla richiesta di proroga – dice il primo cittadino – c’è la delibera di giunta che disciplina le modalità e i tempi di finanziamento. Riusciremo ad onorare gli impegni presi». Una proroga quasi obbligatoria per la giunta cittadina visti i pesanti ritardi sul progetto: ancora da completare la parte relativa alle serre, l’edificio principale, il ristorante e il Casino Sud. «Ora dobbiamo far partire i cantieri per completare il progetto – conclude sempre il sindaco Landriscina – finalmente abbiamo le gambe per poter camminare». Se la proroga dovesse essere concessa da Fondazione Cariplo, nell’arco di tre anni comaschi e turisti potrebbero, il condizionale resta d’obbligo, vedere finalmente completati i lavori al compendio di Villa Olmo. A oggi va detto come siano stati ultimati 3 cantieri, per circa 2,5 milioni: sono stati messi in opera l’orto botanico e il parterre, l’intervento sulla facciata della dimora e la ristrutturazione del Casino Nord. Altro capitolo sarà poi quello della gestione di Villa Olmo. Scartata del tutto l’ipotesi di una conduzione in house, ovvero affidata alle sole forze di Palazzo Cernezzi, si è fatta strada sin dal primo momento l’idea di una “fondazione di partecipazione”, modello giuridico snello che mette insieme pubblico e privato nel nome di una sburocratizzazione delle procedure. Il nuovo business plan prevederebbe per il primo anno ricavi attorno a 1,4 milioni e spese superiori a 1,8 milioni. I bilanci dovrebbero chiudersi in perdita nei primi 4 anni per poi diventare virtuosi a partire dal quinto.

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