Lavori per il restauro di Villa Olmo, il Ministero blocca i fondi

Villa Olmo

Lavori al Palasport di Muggiò non prima della fine del 2023, o l’inizio del 2024. La fase progettuale finanziata grazie ai 3,5 milioni del Patto Lombardia, sempre che la Regione dia il suo benestare. Nessun finanziamento statale per Villa Olmo. Gli 11 milioni di euro previsti per il restauro degli interni chiesti al Ministero nel bando di rigenerazione degli edifici al momento non arriveranno. Roma ha chiesto chiarimenti sul progetto. Nessun intervento sull’ex chiesa di San Francesco e il Piazzolo Terragni. Sull’ex orfanotrofio da alienare manca ancora il parere della Soprintendenza e trattandosi di un bene vincolato, questo significa che per ora l’immobile è invendibile. Gli assessori ai Lavori pubblici, Pierangelo Gervasoni e al Patrimonio, Francesco Pettignano hanno dato l’altra sera, nelle risposte di chiarimento ai quesiti, pane per i denti delle minoranze.

«Depositeremo un’altra mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Gervasoni – ha tuonato Alessandro Rapinese, capogruppo di Rapinese Sindaco – L’amministrazione sta prendendo in giro i cittadini comaschi dicendo cose che poi non vuole fare. Possiamo approvare un bilancio nel rispetto della progettualità effettiva non si può giocare d’azzardo. State buttando fumo negli occhi nelle persone. Manca anche la certezza che degli immobili siano alienabili».

«Ricordo alla maggioranza che il programma elettorale al punto 15 parla della valorizzazione del polo sportivo di Muggiò, si parla di cittadella dello sport. Mi chiedo come mai arriviamo a oggi e definiamo una progettazione nel 2024 quando c’era in questo mandato e dovevamo lavorarci in questi anni e non rimandare», ha detto Pierangela Torresani del gruppo misto. Per Vittorio Nessi, capogruppo di Svolta Civica «la variazione di quest’anno è una manovra importante, si parla di circa 24 milioni di euro», ma comunque «questa amministrazione se non provvede a muoversi non lascerà nessun miglioramento alla città, come l’ex Trevitex o le piazze di Lucini».
Duro l’affondo del consigliere di Fratelli d’Italia Mario Gorla in primis su Ticosa e poi sul palazzetto di Muggiò. «A oggi il consiglio comunale non è stato ancora aggiornato sull’accertamento delle responsabilità dell’evidente errore commesso da qualcuno». Poi su Muggiò: «Sarebbe stato più corretto dire “non lo facciamo” ma non si poteva dire perché lo voleva fare una parte della maggioranza». «Abbiamo messo mano alle scuole, un’esigenza primaria», ricorda però Enrico Cenetiempo, capogruppo di Forza Italia.

Secondo Stefano Fanetti, capogruppo del Pd, infine l’amministrazione Landriscina non ha «direzione. Ha presentato un compitino dove manca la politica e la direzione in cui questa città dovrebbe andare».

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