Le categorie economiche: «Pronti a superare le barriere per il bene del territorio»

La città di Como vista dall'alto

Il messaggio lanciato è chiaro. Per far marciare spedito un territorio sono decisivi due elementi. Innanzitutto una collaborazione costante a livello istituzionale e poi un tessuto economico dove le categorie siano in grado di parlare la stessa lingua e desiderose – oltre naturalmente a perseguire i propri interessi specifici – di fare quadrato quando è necessario. Specialmente sui grandi temi.
La sfida per il futuro tracciata da Enrico Lironi sembra dunque questa. E l’invito ad «avere un tavolo di discussione attorno al quale ragionare in modo serio», come proposto dal membro del cda di Fondazione Cariplo è «giusto. Purchè però si tratti di luoghi costruttivi e non troppo ampi. No a riunioni con un numero elevato di soggetti spesso astratti dalla realtà. E soprattutto sarebbe utile riunirsi per affrontare essenzialmente grandi temi», interviene il presidente di Confcommercio Como Giovanni Ciceri. «Inoltre non dimentichiamo che esiste già un parlamentino economico dove discutere e affrontare le sfide del futuro, che è la Camera di Commercio. Compito di tutti soggetti che la compongono è ovviamente quello di farla funzionare al meglio», spiega Ciceri, che ribadisce come a livello associativo «la nostra categoria sia in costante movimento. Ad esempio con la decisione di ritornare in maniera consistente tra la gente con l’insediamento di diverse delegazioni territoriali», chiude il presidente. «La città e il territorio del futuro hanno bisogno di grande collaborazione a tutti i livelli. Questo è innegabile – interviene il presidente di Confartigianato Como Roberto Galli – Ma a me sembra che già si lavori in tal senso. Faccio solo un esempio: nel sostenere il progetto Como città creativa Unesco, tutto il territorio a livello associativo e di categorie si è mostrato compatto. Certo si può e si deve fare sempre meglio, ma siamo sulla buona strada». Anche sulla formazione del nuovo ente camerale «ci sono state le giuste discussioni, ma si è collaborato fino ad arrivare alla nuova compagine che sarà importante in futuro e dovrà rappresentare un luogo di dibattito – prosegue Galli – Ovviamente l’ambizione è e dovrà essere quella di cercare di aprirsi sempre di più all’esterno e non guardare solo al nostro territorio. Noi ci siamo e ovviamente siamo pronti a dialogare per superare le barriere e un possibile immobilismo». Un ultimo commento arriva dal presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli. «È giusto sedersi intorno a un tavolo e dialogare. Lo abbiamo fatto di recente per la Ticosa e siamo pronti a rifarlo. Forse a livello territoriale ci vorrebbero organismi più snelli. Il Tavolo della competitività, ad esempio, è troppo ampio per concentrarsi su specifiche necessità – spiega Casartelli – Importante sarà la nuova Camera di Commercio. È infine innegabile che il tema “la città che vorrei” deve sempre essere un priorità da considerare». E sulla presunta incomunicabilità a livello istituzionale «va detto che spesso ciò che i politici ipotizzano poi si scontra con il passaggio a livello degli uffici e dei dirigenti che lo devono mettere in pratica per i troppi vincoli a cui si è sottoposti. A volte sembra di osservare i pezzi sparpagliati di un puzzle che non si può ricomporre perchè manca il disegno originale», chiude Casartelli.

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