Le gare di appalto per i T-Red arrivano al palazzo di giustizia ma prevale la prescrizione

altIeri la prima udienza a 8 anni dai fatti
Il processo arriva finalmente in aula a otto anni dai fatti contestati. Il giudice apre l’udienza, guarda il fascicolo e non può far altro che sospirare. Uno dei due capi di imputazione è prescritto da gennaio del 2014, mentre al secondo mancano – per una sorte analoga – appena 18 giorni. Il tempo dunque per un rinvio della seduta a dicembre per poi passare una bella spugna sulla vicenda e cancellarla per sempre. Finisce così la storia dei T-Red, i semafori intelligenti su cui la Procura di Milano

aveva indagato a lungo. Con il passare dei mesi, le accuse si erano via via sgonfiate. Dall’iniziale accusa di associazione per delinquere, abuso d’ufficio e turbativa d’asta, si era scesi alle presunte irregolarità sull’appalto. Fascicoli poi smistati alle procure competenti, come quella comasca appunto, per due episodi: le installazioni di Albese con Cassano e quelle di Vertemate con Minoprio. Iscritti sul registro degli indagati tre uomini a capo di altrettante società che avrebbero preso parte alle gare d’appalto per i semafori intelligenti. Gare che tuttavia, secondo la tesi dell’accusa, sarebbero state turbate «attraverso l’utilizzo di mezzi consistiti nel far partecipare congiuntamente alla gara le imprese riferibili agli indagati ed accordandosi sulle modalità di presentazione delle offerte». In pratica, questa la tesi, i tre si sarebbero messi d’accordo prima su chi far vincere e con quale offerta. Nel primo caso, in occasione della gara di Albese con Cassano dell’11 luglio 2006, nel secondo in quella di Vertemate con Minoprio del 17 aprile 2007. Ora però, indipendentemente da eventuali torti o ragioni, tutto finisce in niente. Il fascicolo è infatti approdato in aula solo ieri mattina, a otto anni (nel primo caso) e sette anni (nel secondo) dai fatti contestati. Tanto che il presunto reato di Albese è già prescritto da gennaio di quest’anno, mentre quello di Vertemate lo sarà, in ogni caso, dal 17 ottobre 2014.

M.Pv.

Nella foto:
Uno scorcio del palazzo di giustizia di Como. Doppia prescrizione in vista

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