Le luminarie natalizie e la protesta dei commercianti

Sono un giovane imprenditore nel settore del commercio, che da due anni porta avanti la propria attività in città murata con grande passione,  caratteristica che mi accomuna a tutti i miei colleghi, in quanto amiamo la nostra città.
Come ogni anno, si ripropone all’attenzione di noi esercenti la questione delle luminarie natalizie che, insieme alle altre attività “tese a favorire il commercio” intraprese e promosse da Comune ed istituzioni nella nostra città, lasciano noi esercenti e cittadini basiti di fronte alla disorganizzazione ed alla mediocrità di tali iniziative.
Si vedano aperture serali, Notte Bianca, e via discorrendo.
Non ci aspettiamo che l’assessorato al Commercio, citato a titolo d’esempio, o chi per esso, sfoderi dal magico cilindro iniziative avveniristiche o fantascientifiche; semplicemente basterebbe un coordinamento di tali attività volte a farci qualificare a pieno titolo come città turistica.
E, ripeto, non serve la bacchetta magica, basterebbe coordinare in maniera coerente e consapevole le iniziative, scendere per le strade, conoscere i cittadini, i commercianti, capire cosa non va.
A metà ottobre, l’assessorato al Commercio del Comune di Como presenta ai commercianti il modulo di adesione al progetto luminarie natalizie (quest’anno con il 40% in più di luci rispetto all’anno passato) con l’impegno di un contributo di euro 80 + Iva per negozio, con la condizione che il progetto sia sostenuto almeno dal 70% delle attività.
Non più tardi di martedì scorso, l’assessorato di Palazzo Cernezzi invia ”brevi manu” a tutti i commercianti una lettera, dove in cordial maniera viene posto alla nostra attenzione il fatto che l’adesione non sia stata nemmeno del 50% delle attività , e vi domandate il perché?
Forse chi di dovere, in primis consiglieri e assessori, che nelle dovute sedi dovrebbero tutelare e far valere le nostre questioni, dovrebbero domandarsi il perché di tale situazione di scontento, invece di dilapidare tempo in consiglio comunale su questioni di minor rilevanza.
Se ci venisse imposto un contributo fisso annuale, volto a sviluppare attività di incremento turistico/commerciale, con il dovere per tutti di pagare tale “tassa”, bene, sarei il primo a promuoverlo, se questo contributo unanime portasse ad iniziative ben coordinate ed efficaci.
Vi dico una cosa, cari amministratori: se in città gli 80 euro più Iva che ci avete chiesto per le luminarie me li posso permettere io, che sono forse la realtà di minor rilievo, allora se li possono permettere tutti: ma qui sta il problema, noi possiamo pagare, ma non vogliamo, e così manifestiamo il nostro scontento.
Quindi, con questa mia lettera, che credo riunisca il pensiero di più o meno tutti noi, esercenti e non, vi dico che la città illuminata a festa per il Natale, da parte del Comune e delle istituzioni, sarebbe il più bel regalo che la nostra città possa ricevere, dopo un così triste anno trascorso.
Attenzione però, senza luce, non si vede nemmeno il lago… Ah già, ma questo a Como non è un problema, ci sono le paratie.
Fabio Peloia

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