Le priorità delle categorie: «Turismo e manifatturiero devono viaggiare veloci»

Code sulla statale Regina

«Il timore più grande è sempre legato alla lentezza della burocrazia, agli intoppi che si frappongono inevitabilmente sul percorso che dovrebbe portare all’avvio di un’infrastruttura dilatandone i tempi. I turisti e le merci devono viaggiare rapidi», sostengono le categorie compatte. Anche perchè i casi non mancano in provincia di Como. Dall’anno di attesa, tra infinite discussioni, per rifare un piccola parte di muro franata ad Argegno che ha reso la viabilità molto difficoltosa lungo la Statale Regina, fino al ponte crollato ad Annone Brianza che dopo due anni ancora non è stato rifatto. Situazioni estreme che inquadrano bene il timore di chi sulle strade deve muoversi per lavoro, di chi ha necessità di far viaggiare le merci senza dover mettere in conto ore o giorni di ritardi dovuti alla scarsità delle infrastrutture. Ecco allora che l’elenco emerso dal documento presentato ieri nella sede dell’Ance, sulle situazioni da risolvere con urgenza in provincia di Como, è lungo. «Le opere di interesse sono il secondo lotto della tangenziale di Como, il tracciato definitivo della Varese-Como-Lecco, la Variante della Tremezzina, l’attuazione della Pedemontana nei lotti mancanti, il proseguimento del tracciato della Canturina bis, l’adeguamento della Sp32 Novedratese (tra Carugo e Arosio), la variante Olgiate-Solbiate sulla SS 342. Oltre alla manutenzione e alla messa in sicurezza di viadotti e ponti», questa la specifica del documento che entra poi nel dettaglio ribadendo come siano strategiche, per lo sviluppo, l’occupazione e la tutela dell’ambiente, la Tav (Torino-Lione, Brescia Venezia, Terzo valico Mi-Ge) e il raddoppio della linea ferroviaria Milano-Como-Chiasso. Le linee Tav, per il territorio lombardo e comasco, caratterizzato da un alto tasso manifatturiero sono decisive. La tratta Torino-Lione che rientra nel corridoio Lisbona-Kiev e che consentirebbe di connettere Milano con Parigi in 4 ore e mezzo, sostituirebbe la linea ferroviaria più vecchia della Alpi, obsoleta e non funzionale rispetto agli attuali standard di trasporto delle merci. Inoltre va ricordato come la Germania, la Francia e la Svizzera rappresentino proprio i Paesi principali di destinazione dei prodotti manifatturieri. E migliorare le infrastrutture, potenziare il ferro e creare collegamenti più rapidi e sicuri avrebbe indubbiamente dei vantaggi anche a livello turistico. Questo in considerazione del fatto che Como, ad esempio, si posiziona al terzo posto tra le provenienze italiane, con una quota di turisti stranieri superiore a città come Venezia e Firenze. E le principali provenienze di stranieri evidenziano l’interesse che per Como rappresenta il miglioramento dell’accessibilità internazionale: infatti il primo paese è la Germania, il quarto la Svizzera, il quinto i Paesi Bassi e il sesto la Francia. I numeri generali, relativi al 2017, parlano di 1.260.000 arrivi per 3.270.000 notti trascorse in provincia.

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