Le testimonianze: «Sei un santo, proteggici da lassù»

Fiori dove è stato ucciso don Roberto

«Sei un santo». «Riposa in pace». «Grazie per il tuo bene immenso». «Ti vogliamo bene. Non ci sono addii, sempre nel nostro cuore». «Proteggici da lassù».
Sull’albero davanti al quale don Roberto Malgesini ha chiuso gli occhi per sempre martedì scorso, è stata affissa una foto del sacerdote.
Sotto l’immagine si moltiplicano fiori, lumini, lettere e biglietti. Arrivano i parrocchiani, i volontari che collaboravano con il sacerdote, le persone che lui aiutava. Molti piangono, ripetono il nome di don Roberto come un’invocazione. «Non sarete soli – ripetevano ieri ad alcuni immigrati in lacrime le parrocchiane di San Rocco – Don Roberto manderà altre persone ad aiutarvi. Lui non ci abbandona, non abbandona nessuno».
Domenica scorsa, nell’ultima messa festiva celebrata da don Roberto a San Rocco, il sacerdote aveva avuto un pensiero in particolare per l’avvio dell’anno scolastico. «Ha rivolto un augurio ai ragazzi e ai professori – ha ricordato ieri una donna arrivata in piazza San Rocco – Sono una docente, mi ha proprio fatto piacere quel pensiero. Don Roberto dava tutto a tutti e non dimenticava nessuno».
Ancora nessuna decisione sul funerale del sacerdote, che sarà fissato non appena ci sarà il nullaosta della Procura di Como. Probabile che sia sabato ma non è stato ancora deciso il luogo delle esequie: Como o il suo paese natale, Cosio Valtellino.

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