Categories: Opinioni & Commenti

Le virtù svelate dal Covid-19

di Marco Guggiari

Non è banale fermarsi a osservare alcuni effetti del Covid-19 sulla vita dei comaschi. Effetti collaterali, s’intende, sulla popolazione in generale e non come conseguenza diretta sulla salute di chi è contagiato.

Il primo dato è l’evidenza della socialità delle nostre esistenze. Inseriti nel ritmo quotidiano del lavoro, dello studio e di mille altre attività, in condizioni normali non ci rendevamo conto delle relazioni e degli scambi, intensi, numerosi, piccoli e grandi, che fanno parte delle nostre normali giornate.

Già, normali. Il Coronavirus ha spezzato questa normalità e, tuttavia, assistiamo in parte a un recupero di socialità, per così dire, virtuoso. Tante persone in buone condizioni mettono a disposizione il tempo che devono già destinare alla spesa per il proprio sostentamento per offrirsi da tramite anche a vicini di casa soli, anziani e fragili, che sono in difficoltà nel fare rifornimento di beni di prima necessità. In attesa del ritorno all’altra socialità, piena e ricca di sfaccettature, “scontata” quando questo bene non è messo in discussione, l’offerta di rapporti improntati alla simpatia e alla solidarietà è un aspetto importante. Isolati sì, ma senza lasciarsi snaturare.

C’è poi una resilienza, una capacità di affrontare questo periodo di difficoltà senza isterismi, che non è affatto scontata. I cambiamenti delle abitudini, anche di quelle non voluttuarie, ma legate ai doveri, sono significativi e importanti in questa fase. Stiamo dando l’idea di farcela a sostenerli e, a questo riguardo, la stessa trasformazione, o l’intensificazione, delle attività professionali e di studio ricorrendo allo smart working, da casa, è paradossalmente diventata un’occasione per compiere un salto nel futuro.

Da ultimo, ma non per importanza, c’è il rispetto delle regole, ciò che con una parola un po’ fastidiosa potremmo definire “obbedienza”. Dopo un po’ di confusione iniziale e dopo qualche reazione riottosa, ci siamo messi tutti in riga. Molti di noi, per età, ruolo, autonomia, non potevano nemmeno lontanamente immaginare restrizioni, che invece ci riguardano personalmente e rappresentano il tentativo di salvaguardia della nostra e dell’altrui salute.

La preoccupazione di tutti noi, l’attesa e la speranza perché questo periodo difficile finisca presto e bene tendono a lasciare in ombra la consapevolezza degli atteggiamenti a cui si è fatto riferimento, che sono invece un patrimonio valido anche per un futuro auspicabilmente purificato dal virus.

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