L’embargo contro la Russia adesso spaventa i mobilieri

alt Alessandro Besana. Delegato di Unindustria Como
(a.cam.) Pagamenti in ritardo, ordini sospesi, fiere a rischio. La Brianza del legno-arredo trema per i possibili effetti catastrofici dell’embargo russo.
Le conseguenze si stanno già facendo sentire e cresce la preoccupazione per un comparto, quello dell’arredamento, che vede Mosca tra i principali mercati di riferimento.
Dall’inizio di agosto il blocco delle importazioni agroalimentari deciso da Vladimir Putin sta mettendo in ginocchio i produttori del settore. La lista dei prodotti

embargati potrebbe però allargarsi ad altri settori strategici, in particolare il tessile e, appunto, l’arredamento.
Rientrato proprio domenica scorsa da un viaggio a Mosca, Alessandro Besana, consigliere delegato per l’internazionalizzazione di Unindustria Como, conferma i timori.
«La preoccupazione è fortissima, sia per gli operatori italiani sia per i colleghi russi – dice – Entrambi, infatti, sono interdipendenti e i timori di conseguenze negative serie toccano i due Paesi. Le conseguenze della tensione che si è venuta a creare a livello politico si stanno già facendo sentire».
Tra i problemi che gli imprenditori brianzoli si stanno trovando a fronteggiare c’è, ad esempio, il ritardo nei pagamenti di fatture di prodotti già consegnati. «C’è un freno alle normali attività operative, compresi trasferimenti bancari e pagamenti – dice Besana – Tuttavia, non c’è un blocco dei pagamenti da parte dei clienti russi proprio a causa della situazione generale. Ci sono invece serie difficoltà burocratiche. Ad esempio, la richiesta di documenti e certificazioni dalle banche. Il risultato è un forte rallentamento su tutti i versanti». Il clima di incertezza, poi, scoraggia gli operatori e i potenziali clienti. «Tra i nostri partner e clienti internazionali – conferma il consigliere di Unindustria Como – nessuno se la sente di sbilanciarsi facendo investimenti, campionature, ordini oppure di programmare fiere. Del resto, è comprensibile. Chi farebbe un investimento su prodotti italiani con il rischio, poi, che siano embargati? Il clima generale non aiuta a sviluppare il lavoro». Gli imprenditori si sforzano comunque di andare avanti. «Cerchiamo di far proseguire i rapporti come se tutto fosse normale – dice Besana – Sono anni che in Russia facciamo fiere, visite, campagna di formazione. Ci sforziamo di mandare avanti la vita come se fosse tutto normale. Per il settore del legno-arredo della Brianza Comasca e Monzese, la Russia è il primo mercato di distribuzione – aggiunge il delegato di Unindustria Como per il legno-arredo – Il problema riguarda ovviamente tutti, le aziende piccole, medie e grandi. Questo rallentamento è una preoccupazione seria. La speranza è che ci sia un ammorbidimento della situazione. Non voglio entrare in questioni politiche, ma è evidente che mettere a rischio, da un giorno con l’altro, senza preavviso e senza offrire alternative i rapporti con uno dei migliori partner economici sta mettendo in difficoltà interi comparti».

Nella foto:
Il settore del legno-arredo, molto forte soprattutto in Brianza, è fortemente preoccupato per l’evolversi del conflitto economico-politico con la Russia

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