Leonardi: «Serie C, i verdetti devono arrivare dal campo. No alle retrocessioni a tavolino»

Pallone calcio

«Noi siamo tra le società che hanno chiesto la convocazione di una assemblea. La proposta che è stata ipotizzata danneggerebbe molti club, tra cui il nostro, con una retrocessione immediata che avrebbe pesanti ripercussioni per la sorte della società, sotto ogni profilo». Fabrizio Leonardi – sue queste parole – è il presidente del Gozzano, una delle società sulla carta destinata alla retrocessione immediata in serie D.
Il tutto dovrà essere ratificato dal consiglio della Figc, ma il progetto è già stato disegnato dalla Lega Pro con il presidente federale Gabriele Gravina. Il piano prevede, promozione in B delle prime tre di ogni girone, playoff per una quarta destinata alla salita, retrocessione immediata per le ultime (quindi per il girone A il Gozzano) e playout per le formazioni nella zona “calda”.
Una serie di club hanno formulato la richiesta di convocazione immediata dell’assemblea dei club. Tra cui il Gozzano, appunto, la squadra che qualche anno fa in serie D è stata avversaria degli azzurri nella lotta per la promozione e che nell’ultima stagione era nello stesso girone della squadra di mister Marco Banchini.
«Non siamo d’accordo con quanto è stato prospettato – spiega ancora Leonardi – Un discorso che vale sia per la promozione che per la retrocessione. Noi abbiamo fatto anni in serie D, abbiamo un grande rispetto per questo campionato e per le sue società. Molte, peraltro sono anche nostre amiche».
«Ma non si può negare – aggiunge il numero uno della squadra piemontese – che tra la C e la D ci sia un forte sbalzo. Non penso sia giusto – e con me altri presidenti sono d’accordo – nel rispedire un club nella categoria inferiore a tavolino. Alla fine del campionato mancavano11 giornate e noi avevamo anche un calendario tutto sommato favorevole. La soluzione deve comunque essere sportiva, sul campo: c’erano a disposizione ben 33 punti. Tutto poteva succedere, sia nella parte alta che in quella bassa della classifica».
La richiesta, alla fine è quella «che prevalga il buonsenso – conclude Leonardi – nel rispetto di tutte le società. Se meriteremo sul campo di retrocedere non avremo nulla da dire. Ma una decisione di questo tipo, presa a tavolino, non sarebbe rispettosa verso chi ha fatto investimenti, i dirigenti, lo staff tecnico, i giocatori, i tifosi, gli sponsor e tutte le persone che ad ogni livello collaborano nelle squadre coinvolte».
Leonardi conclude: «In questa situazione si dovrebbe pensare alle riforme e ad un ridisegno del nostro calcio, fin dalla stagione 2020-2021, mentre l’ipotesi è che ogni cambiamento possa essere fatto nel torneo successivo. Non dimentichiamo che tra novembre e dicembre del 2022 ci saranno anche i Mondiali di calcio in Qatar che imporranno uno stop forzato del campionato di serie A. Giocando d’anticipo sui tempi si poteva pensare a mettere mano a tutto fin da ora».

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