Leotta , sprint finale

altPersonaggi – Il pianista classico di fama internazionale conclude la maratona delle “Sonate” di Beethoven in dieci compact disc

Christian Leotta, sprint finale in formato digitale al suono del celeberrimo “Chiaro di luna”. Il pianista comasco di fama internazionale ha concluso alla fine del 2013 la sua maratona beethoveniana, con l’incisione dell’integrale delle “Sonate” in dieci compact divisi in cinque album, per l’etichetta canadese Atma Classique. In dettaglio, il cd numero 9 contiene la Sonata per pianoforte Op. 27 n. 1 “Chiaro di luna”, e a seguire la Op. 2 n. 2 e la Op. 31 n. 1. Il numero 10 contiene la

Sonata per pianoforte Op. 10 n. 2, Op. 31 n. 3, Op. 54 e Op. 101.
Un exploit raro, l’integrale, cui l’anno prossimo sarà destinato un apposito cofanetto per la versione deluxe a cura di Atma, ma che ha già aperto da tempo per il maestro Leotta la via di straordinari concerti in ogni parte del mondo: il disco non solo come testimonianza per i secoli a venire dell’arte interpretativa ma anche come apripista e ambasciatore per imperdibili esecuzioni dal vivo.
Leotta batte un altro celebre pianista, Pollini, a suon di bit, con questa incisione integrale beethoveniana.
«Un bel traguardo per la mia attività musicale, la conclusione del ciclo delle mie “Sonate” – dice il maestro lariano che tiene concerti con questo repertorio da oltre dieci anni – Maurizio Pollini, a più di 70 anni e con una meravigliosa attività discografica, deve ancora registrare l’ultimo cd con quattro “Sonate” per completare il suo ciclo».
«Ci sono tanti pianisti che non le hanno concluse, le Sonate su disco – ricorda ancora Leotta – Penso in particolare a Rudolf Serkin, Emils Gilels e Sviatoslav Richter. Purtroppo sono passati a miglior vita prima di poter concludere l’impresa».
Che è una bella responsabilità: «Sì – aggiunge Leotta – Beethoven è il massimo per un pianista, una vera montagna da scalare, una cerniera tra classicismo e romanticismo difficile da rendere e da inquadrare, e dal punto di vista pianistico ci si trova di fronte a un repertorio di partiture complessissimo, a volte tanto da sembrare ineseguibile. Ma è una musica eterna, la piu amata e la piu eseguita al mondo. L’incisione mi è costata migliaia di ore di lavoro ma ne è valsa assolutamente la pena».
Ora Leotta si appresta a tornare in concerto con una tournée. Ieri era a Messina, al Teatro Vittorio Emanuele, con estratti dall’integrale delle Sonate beethoveniane (replica stasera nella medesima sede e il 4 e il 6 febbraio all’auditorium di Trapani). Ha già pronte le valigie per il Canada dove ha inciso le sue Sonate per Atma Classique. Si esibirà a Montreal (Maison de la culture Rosemont-La Petite-Patrie) il 20 aprile, con repliche il 24 e il 27 aprile. E ha già in cantiere un ritorno in grande stile sui palcoscenici asiatici che già lo hanno da tempio acclamato. Sul suo sito Internet infatti ha già annunciato per il 31 ottobre alla Alti Hall di Tokio un concerto con pagine di Bach, Schubert, Rossini e l’immancabile Beethoven. La tournée nel Sol Levante toccherà anche Tokyo e Osaka e Leotta ha già in agenda un ulteriore ciclo di Sonate del genio di Bonn per il dicembre del 2015 a Kyoto.
Speriamo di sentirlo presto anche nella sua Como. Voci di corridoio sussurrano che qualcosa si stia muovendo per farlo finalmente esibire anche nella città lariana.

L.M.

Nella foto:
In alto, a sinistra, il maestro Leotta durante la registrazione dell’ultimo volume dell’integrale beethoveniana a Ville de Québec. A destra, l’auditorium del magnifico Palais Montcalm, una delle più importanti sale del Nord America, dove il pianista ha inciso. A destra, ritratto di Ludwig van Beethoven

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