L’epidemia torna a crescere nel Comasco: la nostra provincia sarebbe da “zona rossa”. Dieci i morti

Emergenza Covid, coronavirus a Como, volontari della Croce Rossa

Non siamo ancora entrati in zona gialla, eppure i numeri indicano un andamento per nulla positivo. Dopo un gennaio di buoni dati, già da qualche giorno l’inversione di tendenza è evidente ed ora si rispecchia in pieno nelle curve che segnalano una ripresa dell’epidemia sul territorio Comasco. Diversi gli indici che indicano questa tendenza: oggi i nuovi positivi sono stati 165, e se uniti alla media settimanale sui sette giorni (ogni 100 mila abitanti) portano ad un incremento percentuale del +18,4%. Non poco. Como è la seconda provincia peggiore della Lombardia, dietro solo – e di poco – a Brescia. Per dirla tutta, secondo i dati a disposizione del Ministero, se dovesse essere preso in considerazione solo l’aspetto provinciale e non regionale, il nostro territorio sarebbe da zona rossa, unico in tutta la regione con la già citata Brescia, Sondrio e Mantova. Altro dato negativo è quello delle chiamate al 118 per problemi respiratori, che sono tornate a crescere negli ultimi giorni: 61 il 26 gennaio, 66 il 27 gennaio, 70 il 29 gennaio. Tutto questo in un quadro dove i morti non calano affatto, tanto che oggi se ne sono registrati altri 10 (1.650 in totale in provincia di Como). L’unico fronte che ancora tiene è quello ospedaliero, visto che i ricoverati sono stabili: 170 (di cui 10 in Rianimazione) al Sant’Anna, 18 a Cantù, 22 a Mariano, 6 in via Napoleona, uno solo in attesa al pronto soccorso di San Fermo, 4 a Cantù, per un totale di 221 pazienti Covid. Tutti questi motivi rendono evidente il fatto che non si debba affatto abbassare la guardia e che non devono essere consolanti le statistiche regionali che vedono un calo nella positività dei tamponi dal 5,5% di venerdì al 4.6% di oggi.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.