«L’equipaggio è ubriaco», ma non ci sono riscontri: l’inchiesta è archiviata

Il battello Fra Cristoforo

La Procura di Como ha chiesto l’archiviazione per le posizioni dei tre indagati – l’allora comandante della motonave “Fra Cristoforo” più altri due marinai di equipaggio – che erano stati identificati e denunciati in quanto ritenuti essere alla guida del natante (con passeggeri a bordo) in stato di ubriachezza. Una vicenda, nata dalla segnalazione di un turista inglese, che aveva destato molto scalpore e che risale al 20 settembre 2019.

La pubblica accusa, al termine delle indagini preliminari, avrebbe in sostanza accolto le tesi della difesa, rappresentata dall’avvocato Stefano Luraschi, che in una memoria aveva sottolineato l’inutilizzabilità dell’alcoltest effettuato e, soprattutto, la «mancanza di ogni fondamento per stabilire se effettivamente vi fosse» nell’equipaggio uno «stato di alterazione alcolica».

Rimaneva però la questione delle minacce da parte del comandante della motonave al collega che l’aveva sostituito a Tavernola per portare il natante in porto a Como. Ma anche su questo punto sarebbe emersa la tenuità del fatto, visto che lo stesso indagato aveva immediatamente chiesto scusa per il proprio comportamento. Tutti elementi che sono confluiti nella memoria difensiva e che hanno portato la Procura di Como a chiedere l’archiviazione per quanto accaduto.

Parallelamente alla vicenda penale, chiusa dunque con un nulla di fatto, è però proseguita l’indagine interna alla Navigazione Lago di Como che ha comunque emesso, nei confronti dell’allora comandante del “Fra Cristoforo”, un «provvedimento disciplinare di destituzione», ovvero il licenziamento.

L’articolo completo sul Corriere di Como di venerdì 28 agosto

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