L’eroica difesa che diventa autogol

IL COMMENTO
di Emanuele Caso

Il capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi, Stefano Legnani, ha un ruolo prestigioso e ingrato allo stesso tempo. Prestigioso, perché lo pone alla guida del gruppo politicamente e numericamente più significativo della maggioranza di centrosinistra. Ingrato, perché poi capitano giornate come queste e inventarsi equilibristi (ancorché sfoggiando convinzione) non è mai cosa semplice. E, infatti, la lettera inviata alla redazione da Legnani trasuda una “sindrome da allineamento” eccessiva.
Non

sorprende in senso assoluto, per esempio, che un capogruppo del Pd esprima «piena fiducia» a un assessore della giunta di riferimento. Sorprende di più, invece, che si faccia quadrato – o che Legnani faccia quadrato – intorno a un dirigente, Pierantonio Lorini, che ha palesemente invaso il campo della politica innalzando le tariffe orarie dei parcheggi di 5 vie della città senza alcuna comunicazione preventiva alla parte politica. Sfugge completamente, quindi, il senso della bacchettata rivolta da Legnani ai consiglieri comunali che «non hanno alcun titolo né competenza per sfiduciare i dirigenti, ma casomai solo gli assessori». Ragionamento gracile per almeno due motivi. Innanzitutto, perché qualunque consigliere comunale ha il diritto di esprimere sentimento di “sfiducia politica” nei confronti di qualunque dirigente comunale (soprattutto – ed è questo il caso – se si tratta di un superdirigente alla Mobilità che, nel totale sprezzo di ogni grammatica istituzionale, ritocca tariffe di parcheggi qua e là). In secondo luogo perché la specificazione sulla possibile sfiducia agli assessori pare quasi suggerire di colpire lo stesso bersaglio politico (Daniela Gerosa) che invece si afferma di voler sostenere con la massima convinzione.
Ma dove sbaglia ancora Legnani è sul tema specifico della super Ztl. Citare come esempi virtuosi non meglio precisate «città tedesche e francesi» per dire che non c’è nulla di male nel cancellare totalmente la sosta gratuita e imporre strisce blu a tappeto è un non senso. Legnani parla di borghi montani? Di medie città di pianura? Di Parigi e di Berlino? E il trasporto pubblico delle città francesi e tedesche citate è paragonabile a quello di Como? I parcheggi di cintura esistono in quei luoghi? Funzionano? Quanto costano?
Le risposte, nella lettera di Legnani, non ci sono. Ma, a dirla tutta, non sarebbero state nemmeno essenziali. Perché, a volte, anziché frapporre “eroicamente” il proprio corpo tra il sindaco, il dirigente o l’assessore di riferimento e i “cannoni” della critica giornalistica, produrrebbe più risultati dare un nome ai problemi veri (Lorini? Gerosa? Ztl?) e spronare la propria parte politica a trovare soluzioni concrete. Senza dover nemmeno “espatriare”.

Emanuele Caso

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