Lesioni per la circoncisione. Parlano il padre e il medico

SONO ENTRAMBI A PROCESSO
«La parte era infiammata. Chiesi al padre se c’era il consenso della madre e mi disse di sì. Così operai il bambino e feci la circoncisione». È questa la tesi del medico siriano di 62 anni residente a Cabiate (finito a processo con il padre del piccolo, un tunisino di 36 anni residente a Torino) per rispondere all’accusa di lesioni dolose gravi. Il piccolo, 6 anni, secondo la Procura fu operato per motivi religiosi e non per la fimosi che aveva creato la presunta infiammazione. «Io non so
se il padre avesse intenti religiosi – ha proseguito il medico – ma io operai solo per risolvere il problema». Il dottore, nei confronti del quale l’ordine dei medici ha aperto un procedimento disciplinare, ha ammesso di sapere che la circoncisione può essere praticata solo in un ambiente sanitario protetto, cosa che non avvenne. Il padre del bimbo ha poi aggiunto che «la madre era d’accordo, e che cambiò idea solo in seguito alla loro separazione». Questa però avvenne ben prima dell’intervento.

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