L’esperto di “Big Data”: «Assestamento dei contagi a fine marzo e possibile ritorno alla normalità a giugno»

Emergenza coronavirus Como, esercito italiano, posti di blocco alla stazione treni Nord di Como Borghi (piazzale Gerbetto)

Il virus si è diffuso «rapidamente “viaggiando” soprattutto lungo le principali direttrici del trasporto merci in Lombardia». La valutazione, supportata da analisi e dati, è di Davide Tosi, ricercatore dell’Università dell’Insubria, esperto di Big Data e professore aggiunto all’Università Milano Bocconi, che ha elaborato un primo schema dettagliato lo scorso 2 marzo, successivamente aggiornato. Studio che vede in giugno il possibile ritorno alla normalità.

«Un esempio per comprendere meglio può essere utile. La città di Milano, pur essendo vicina al territorio lodigiano, primo focolaio dell’epidemia, ha avuto un innalzamento dei contagi tardi, nella seconda metà di marzo – dice Tosi – Questo perché i centri logistici e la tratta del trasporto merci tra Milano e Lodi è decisamente meno trafficata rispetto, ad esempio, ai collegamenti che Lodi ha con Bergamo e Cremona, zone fortemente colpite».

Teoria della cipolla
Una situazione che viene spiegata con la “teoria della cipolla”. Prima di scendere nel dettaglio, il professor Tosi spiega che lo schema elaborato per la Lombardia è stato creato utilizzando tutti i dati presenti sul portale Open Data della Regione, dove vengono tracciati gli spostamenti giornalieri delle merci e delle persone lungo le direttrici regionali più trafficate, mettendole in correlazione con l’avanzare del virus nel corso del tempo. «L’andamento della distribuzione dei contagi è comprensibile immaginando il territorio lombardo stratificato come una cipolla. Ecco allora che il focolaio è il centro della cipolla e da lì, considerando le direttrici di trasporto più coinvolte, il virus si è diramato», spiega Tosi, che evidenzia come «gli intrecci tra le altre direttrici più percorse dalle merci, come Bergamo-Brescia, Varese-Milano e Varese-Como, hanno portato nel tempo a una distribuzione del virus nelle seconde stratificazioni della cipolla. Da qui una crescita importante dei contagi nelle città di Varese, Como, Lecco». E il susseguirsi del contagio conferma quanto emerso dall’analisi dei dati. «Dal primo all’8 marzo (seconda settimana di contagio), le città più colpite, come variazione percentuale sui contagi, sono state Lodi, Cremona e Pavia. A livello di contagi totali, invece, Lodi, Bergamo, Cremona. Dal 9 al 16 si alzano i numeri in relazione a Bergamo, Pavia e Varese, con valori molto alti anche per le province di Como, Lecco e Mantova. Una propagazione ben spiegata, come detto, da questa teoria».

Picco e plateau
Un modello che può essere proiettato anche nel futuro per capire cosa potrà accadere. «Fondamentale è però distinguere tra picco e plateau. Il picco è infatti da considerare con riferimento al dato giornaliero del numero di contagi. E in tal caso lo si è già raggiunto – sempre in base ai dati elaborati anche dopo l’entrata in vigore delle rigide limitazioni – in Italia con i 6.500 contagi del 21 marzo e in Lombardia con i 1.900 del 16 marzo. Da allora la curva ha cambiato direzione e non sale ma si dovrebbe essere indirizzata verso una riduzione costante dei contagi giornalieri fino a raggiungere il plateau, ovvero quando i contagi si assestano – come accaduto in questi giorni in Cina, uscita dall’emergenza dopo alcuni mesi – su una decina al giorno. E lo si può ipotizzare per fine marzo», spiega sempre basandosi sui numeri Davide Tosi.

La normalità
«Dalle mie stime, il virus da noi è arrivato non a febbraio ma a fine gennaio. Le misure restrittive sono forse scattate in ritardo ma sono poi state messe in pratica con decisione e questo è un bene. Ribadisco l’assoluta necessità di attenersi alle prescrizioni e di non uscire di casa salvo dove consentito – continua Davide Tosi – Detto questo si può affermare, analizzando l’andamento delle curve di crescita e decrescita del coronavirus e a patto che non accada qualcosa di imponderabile, come ad esempio lo svilupparsi incontrollato di un nuovo focolaio, che si potrebbe tornare alla vita normale per il mese di giugno».

Nessun dorma
Davide Tosi sarà ospite, in collegamento Skype, della prossima puntata di Nessun Dorma su Espansione Tv (tasto 19 del digitale terrestre) a partire dalle 21.20 di domani, venerdì 27 marzo.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.