Letteratura e poesia al tempo del Coronavirus

Giuseppe Ungaretti poeta

Può un libro specialistico aprire una finestra utile a capire il mondo in cui viviamo? Sì, anche un libro che parla di poeti. È il caso di Saba, Ungaretti e altro Novecento : interferenze di culture e percorsi dell’invenzione della comasca Maria Antonietta Terzoli che dal 1991 è professoressa ordinaria di Letteratura italiana all’Università di Basilea. Nel nuovo libro traccia fra l’altro un ritratto inedito di Giuseppe Ungaretti, della sua formazione anomala e dei suoi legami con le avanguardie italiane e francesi di inizio secolo. Passa poi ad analizzare poeti fondamentali come Gozzano, Saba, Montale e opere in versi e in prosa pubblicate tra fine Novecento e primissimi anni Duemila.
Nella premessa la studiosa comasca fa riferimento alla pandemia: «Siamo confrontati con una tragedia di dimensioni mai immaginate: che rappresenta uno drammatico spartiacque per la nostra civiltà e fa riflettere sul rischio concreto di una perdita radicale di valori che sembravano acquisiti e consolidati nei secoli». Proprio nell’esperienza dolorosa del lockdown «assumeva una evidenza nuova e drammatica il fatto che la letteratura e la cultura fossero bisogni primari, tutt’altro che accessori. Imprescindibili in momenti di esperienze estreme e devastanti come quelle che stavamo vivendo». Proprio le basi del corso sul Novecento tenuto in quei mesi difficili sono ora riunite nel volume edito da Carocci. Al centro spicca la figura di Giuseppe Ungaretti, autore «diviso tra molte culture», il suo ruolo nella esperienza letteraria italiana ed europea, la “funzione” Ungaretti nella poesia del secolo scorso. E attorno come detto tre poeti che hanno segnato in modo radicale quella poesia ossia Guido Gozzano, Umberto Saba ed Eugenio Montale.

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