L’ex sindaco di Valsolda chiede di patteggiare: formalizzata la richiesta di Farina e del socio

Tribunale di Como, Palazzo di Giustizia

L’ex sindaco di Valsolda e il suo socio in affari hanno formalizzato ieri in aula in Tribunale, a Como, le richieste di patteggiamento nell’ambito del procedimento che li vede sul banco degli imputati quali presunti responsabili di un «sistema corruttivo collaudato» nel settore delle pratiche edilizie nel paese sulla sponda lariana del Ceresio.
La sentenza è attesa il prossimo 5 dicembre.
Davanti al giudice Carlo Cecchetti, l’ex sindaco Giuseppe Farina, attraverso il suo legale difensore, Vincenzo Torti, ha confermato di voler chiudere la vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto patteggiando 3 anni e 6 mesi e un risarcimento di 30mila euro.
Per il suo socio in affari, Silvio Lamberti, difeso dal legale comasco Alfredo De Francesco, l’ipotesi di patteggiamento è 3 anni e 4 mesi e 30mila euro di risarcimento.
Per entrambi gli imputati, che dopo un periodo in carcere avevano ottenuto i domiciliari, i difensori hanno presentato anche istanza di revoca della misura cautelare. La risposta del giudice dovrebbe arrivare entro lunedì.
Nell’udienza di ieri, altri due imputati, difesi dall’avvocato Aldo Turconi, hanno chiesto di poter accedere al rito abbreviato, istanza accolta con udienza fissata per il 5 dicembre, quando potrebbero arrivare anche le sentenze. Si tratta di due delle sette persone che erano state poste agli arresti domiciliari perché accusate di essersi rivolte allo studio professionale dell’ex sindaco e di aver versato denaro per ottenere favori e agevolazione nell’ambito di pratiche edilizie. L’inchiesta sfociata nel marzo scorso nell’arresto dell’allora sindaco di Valsolda è coordinata dal sostituto procuratore Pasquale Addesso. Per l’accusa, Farina e Lamberti avrebbero ricevuto illecitamente soldi e incarichi professionali in cambio di concessioni edilizie, modifiche di destinazioni d’uso dei terreni, autorizzazioni.
Nel solo 2018, i militari della guardia di finanza hanno documentato sei presunti episodi di corruzione. L’ex sindaco avrebbe ottenuto 25mila euro in contanti, oltre alla promessa di ulteriori erogazioni di denaro, in cambio di agevolazioni sulle pratiche edilizie.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.