Pronto soccorso del Sant’Anna: nuovo caso di aggressione

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Ci risiamo. Un nuovo caso di aggressione al pronto soccorso. Un episodio di violenza ai danni degli stessi operatori della sicurezza e vigilanza, messo in atto da chi al pronto soccorso non sarebbe neppure dovuto entrare, ovvero tre senzatetto che pensavano di ottenere un letto o comunque un posto al caldo per la notte.

Due guardie del servizio di vigilanza ferite per l’ennesimo episodio di violenza al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia. Le guardie erano state chiamate dal personale medico per tre persone che creavano problemi in sala d’attesa e sono state poi aggredite da una di queste. Si tratta di persone “già note” perché nel recente passato erano state protagoniste di episodi analoghi nel reparto di emergenza.
Secondo i primi accertamenti, a creare problemi sarebbero stati in tre, tutti ospiti della sala d’attesa. Tra loro un uomo, pare senza fissa dimora, noto tra gli operatori del Sant’Anna perché più volte si è già presentato al pronto soccorso di via Ravona più per passare la notte al coperto che per una reale esigenza sanitaria.

L’uomo avrebbe iniziato a discutere con una coppia, anche in questo caso si tratterebbe di una “presenza” non nuova in reparto. I tre avrebbero alzato eccessivamente i toni. Non è escluso che fossero anche alterati dall’alcol.
Gli operatori hanno chiesto quindi l’intervento delle guardie.
Mentre la coppia ha deciso a quel punto di allontanarsi e lasciare la sala d’attesa, il terzo uomo è rimasto tra i malati e i loro familiari, disturbando gli altri presenti in sala d’attesa.

Alla richiesta degli addetti alla vigilanza di lasciare il locale, il senza fissa dimora ha iniziato a inveire contro le guardie, minacciandole e insultandole prima di arrivare ad aggredirle anche fisicamente. I vigilantes hanno bloccato il violento e chiesto anche l’intervento dei carabinieri. Per i due addetti alla sicurezza è stato in seguito necessario ricorrere alle cure mediche, sempre al pronto soccorso.

«Esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi colpiti dall’ennesima aggressione. Purtroppo queste situazioni si verificano ciclicamente – dice il coordinatore della Rsu dell’Asst Lariana Massimo Coppia – Ci rivolgiamo alla direzione generale affinché, come da richiesta dei rappresentanti sindacali, riattivi il tavolo della sicurezza». Un caso “atipico”, l’ultimo in ordine di tempo, ma che riporta l’attenzione su un problema mai completamente risolto. Lo scorso anno proprio da Como, la Uil Fpl aveva fatto partire una raccolta firme nazionale. Troppi gli episodi di violenza ai danni di medici, infermieri e personale di servizio. La petizione accompagnata dall’hashtag #StopAggressioniSulLavoro era poi arrivata sul tavolo dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera.

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