L’ex sindaco Stefano Bruni chiede di patteggiare

Stefano Bruni

Ha chiesto di patteggiare un anno di reclusione, in continuazione con una precedente pena di 3 anni rimediata a Milano per una fattispecie identica di reato, l’ex sindaco di Como Stefano Bruni. Il commercialista rientra tra gli indagati chiamati a difendersi (a vario titolo) dalle accuse nate dai fallimenti delle società Iris srl e soprattutto Sca Spa (Società concessionaria automobili), storica concessionaria di Como fallita con sentenza del Tribunale lariano del settembre 2016.

Di fronte al giudice dell’udienza preliminare Laura De Gregorio, verrà dunque definita la posizione dell’ex sindaco della città di Volta.
Il pubblico ministero Mariano Fadda avrebbe dato il proprio assenso al patteggiamento, mentre il gip si è riservato di decidere, riserva che verrà sciolta in occasione della prossima udienza fissata per ottobre. Nel caso il patteggiamento non dovesse essere accolto dal giudice, Bruni avrebbe già anticipato tramite il proprio legale, l’avvocato Giuseppe Sassi, l’intenzione di farsi giudicare con il rito Abbreviato. Gli altri indagati invece avrebbero deciso di sfidare l’eventuale rinvio a giudizio. Tra le contestazioni finite nel fascicolo, c’è pure quella di truffa ai danni di un’altra prestigiosa concessionaria di Erba, cui sarebbe stato procurato un danno «non inferiore a 290mila euro» consistito nell’aver venduto a credito automobili senza essere mai state pagate.

Guardando le altre contestazioni, secondo il quadro rappresentato dalla pubblica accusa – per fatti che risalirebbero al periodo compreso tra il 2014 e il 2016 – la Iris (amministrata da quattro persone, parte di diritto, parte di fatto) sarebbe stata utilizzata per un aumento di capitale ritenuto essere «fittizio» (passato da 10.000 euro a un milione) grazie al conferimento di titoli obbligazionari di una società di Vienna attiva nel campo dei diamanti. Titoli che – per il pm – erano «in realtà privi di effettiva consistenza in quanto garantiti da dotazioni di diamanti totalmente inesistenti». Iris che poi, sempre tramite questi titoli, avrebbe assunto partecipazioni in altre società, compresa la Sca.

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