(ANSA) – BEIRUT, 09 SET – Il Libano abolisce il sistema di garanzia per le lavoratrici domestiche immigrate: lo ha reso noto il ministro uscente del lavoro, Lara Yammine, citata dai media che definiscono questa decisione “un passo gigante” nell’abolizione di un meccanismo da più parti equiparato alla schiavitù. Il ministro Yammine ha nelle ultime ore diffuso il testo del nuovo contratto di lavoro unificato per le lavoratrici domestiche immigrate. La questione è da anni al centro di un aspro dibattito nel paese a causa del sistema di “kafala” (garanzia) che consentiva al datore di lavoro di avere prerogative eccezionali sulle badanti e donne di pulizia, private a loro volta dei diritti fondamentali. Il nuovo contratto è parte di una nuova legge approvata poco prima che il governo di Hassan Diab si dimettesse lo scorso 10 agosto. Ma il testo della legge è entrato in vigore soltanto lo scorso 4 settembre. Ed è il frutto di un anno e mezzo di lavoro, avviato dall’ex ministro del lavoro Camille Abusleiman assieme a una piattaforma di organizzazioni della società civile libanese e internazionali, tra cui l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) dell’Onu. (ANSA).
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