Libertà, libero arbitrio e bene comune

opinioni e commenti di agostino clerici

di Agostino Clerici

Nel clima di incertezza e confusione in cui stiamo vivendo ci mancava la variante inglese. Ci avevano detto che i virus mutano, ma di solito lentamente. In questo caso, invece, il coronavirus stanziato nel Sud-Est dell’Inghilterra ha avuto parecchie mutazioni in poco tempo ed è finito fuori controllo. Quanto basta a seminare il panico, a maggior ragione quando si è venuto a sapere che la variante inglese ha già preso l’aereo ed è stata isolata anche in Italia.

Tutti ormai ne parlano come di un possibile sgradito ospite delle nostre vacanze di Natale, già ridotte al lumicino. Due domande ci assillano. È più pericoloso del virus normale che pure ha già mietuto moltissime vittime? E il vaccino ci proteggerà anche dalla variante inglese?

Le risposte degli esperti ci sono, ma cominciano tutte con un enigmatico «credo che», assai poco rassicurante in bocca a uno scienziato.

Sia chiaro che non ce l’ho con la scienza. Anzi, credo che sia l’unica strada veramente percorribile per debellare il Covid.

Semmai, ce l’ho con i dogmatismi di ogni tipo (compresi quelli che da taluni sono attribuiti alla scienza). A me non dà affatto fastidio che nelle loro risposte virologi ed epidemiologi inizino con «credo che». Sono onesti. Ci dicono che sanno di non sapere (tutto) e questa loro confessione di sapore socratico li rende veramente umani nel senso di autentici uomini di scienza.

Sanno che «fuori controllo» è ogni fenomeno nuovo prima che sia imbrigliato in una ricerca sperimentale che col tempo lo porterà sotto controllo.

I primi a non dover pretendere dogmi dalla scienza siamo noi, che invece lungo il percorso vogliamo trovare continui abbeveratoi di certezze inattaccabili. Il desiderio di essere rassicurati è più che comprensibile, ma dobbiamo accettare il fatto che la sicurezza non ci viene solo dagli assiomi della ragione. Nella stragrande maggioranza dei casi è solo questione di fidarsi. Se il «credo che» si trova sulla bocca di uno scienziato, io – che non sono esperto – credo che sia degno della mia fiducia quanto egli crede e mi metto il cuore in pace, anche se non ho raggiunto alcuna certezza. Da questo punto di vista, mi risultano stucchevoli certi dibattiti tra politici sulla questione del vaccino. C’è chi ha paura di dire che lo farà (o non lo farà) e chi pretende di trasformarlo in un dogma scientifico da calare dall’alto come un’insindacabile precetto civico. Evidentemente, nelle dichiarazioni fatte in pubblico da personaggi influenti ci vuole prudenza per non generare inopportuni sospetti o irresponsabili rigidità. Ma, una volta appurato che nel momento presente il vaccino è l’unica arma non spuntata che la nostra società ha contro il Covid, mi pare legittimo che uno possa consultarsi con il proprio medico curante, che meglio conosce la storia clinica del suo paziente. Perché temere questa opportunità? In fondo siamo sempre entro la dinamica della fiducia: più ritengo vicina e affidabile la persona che mi dice il suo parere autorevole e più convinta sarà la mia adesione a una scelta che comunque qualche dubbio me lo lascerà.

La libertà non è affatto un diritto acquisito una volta per tutte: è un libero arbitrio pazientemente e responsabilmente guidato verso il bene, il mio bene personale e il bene comune.

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