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Libri di testo da ripensare dopo la Dad

di Adria Bartolich

Le scuole ogni anno adottano i libri di testo che costituiscono una spesa non irrilevante per le famiglie. Salvo che nella scuola primaria, dove sono gratuiti.

Naturalmente non sono più i libri di una volta, pochi e scritti fitto fitto dove le figure rappresentavano una rarità. Sono libri arricchiti di immagini – e questo ne aumenta i costi ma d’altra parte li rende anche più leggibili – nei quali spesso sono inclusi materiali audiovisivi e piccoli libri di supporto che possono contenere esercizi da svolgere piuttosto che figure da completare, colorare o semplicemente ricopiare.

Come in tutte le attività commerciali, dietro l’acquisto dei libri ci sono i legittimi interessi delle case editrici che della loro vendita campano, e con esse anche i lavoratori del settore e le librerie.

Una volta deciso l’elenco, la fase successiva è l’acquisto.  Tutti noi siamo passati dalla famosa lista lasciata a deposito in una libreria o cartoleria che per procurarli ci metteva, e ci mette, anche tre mesi. A questo punto, una volta, iniziava il rito della loro ricopertura, affare piuttosto complicato e che richiedeva l’aiuto di altri membri della famiglia per tenere ferme le piegature che venivano fissate o con lo scotch o, in seguito, con eleganti bollini. Ora le cartolibrerie hanno praticamente quasi tutte un marchingegno che li ricopre in un battibaleno.

Si passava poi al problema di dove metterli. Alla scuola elementare dentro la cartella, in seguito negli zaini. Alle scuole medie e superiori si tenevano appoggiati al braccio, mantenuti fermi da una cinghia elastica, questo quando ancora si usavano i vocabolari, pesantissimi. Poi anche lì zaini o trolley con rotelle, necessari visto l’aumento dei libri adottati anche per materie che prima nemmeno si sognavano. Molto più comodi, ma con libri sempre più numerosi.

La necessità di adottare o meno un libro di testo non veniva nemmeno messa in discussione. Rappresentava un elemento di sicurezza sia per i ragazzi che per i docenti, anche se, diciamoci la verità, di alcuni libri di testo mi domando ancora oggi l’utilità. Per esempio, quelli di matematica e geometria; se facessimo un sondaggio, sono certa che la stragrande maggioranza di essi siano arrivati praticamente vergini alla fine del ciclo di studi, salvo che nella parte finale degli esercizi.

Con i passaggi delle diverse riforme e dei vari ritocchi al sistema scolastico, i libri di testo hanno perso anche la funzione di ricalcare i famosi Programmi ministeriali che non ci sono più. Con l’arrivo della didattica a distanza (Dad) per la pandemia, la loro sostituzione con internet è stata pressoché immediata, e forse sono diventati anacronistici. Pensiamoci.

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