L’idea per il futuro del San Martino: un centro internazionale dedicato a seta e legno-arredo

Un centro e polo d’attrazione internazionale, dedicato al design e ai materiali, nell’ex ospedale psichiatrico del San Martino.Non si tratta, è bene precisarlo subito, di un progetto concreto per il recupero dell’immensa area verde di via Castelnuovo, preda in larga parte del degrado e dell’abbandono, ma di una suggestione e visione futuribile. Autore è Enrico Lironi, membro del consiglio di amministrazione (referente Ricerca scientifica) della Commissione centrale di beneficenza di Fondazione Cariplo e presidente di Sviluppo Como.Lo stesso Lironi, anni addietro, fu in prima linea nel sostenere l’idea – poi fallita – di realizzare sulla collina di San Martino un campus universitario. Proposta che ha rappresentato l’ultimo treno per arrivare in tempi ragionevoli a qualcosa di concreto. Da allora infatti la zona è tornata nel suo immobilismo, salvo per alcuni servizi sanitari insediati in padiglioni con, tutto intorno, una natura sempre più rigogliosa che in certi punti si è ormai impadronita del territorio.«In tempi recenti riflettevo con alcuni amici proprio su questo tema e ci siamo chiesti come poter far rinascere questa immensa e splendida area. Punto di partenza è immaginare il San Martino come zona dove sviluppare un’idea di cultura. E allora, visto che il nostro territorio è la culla del tessile e del legno arredo, si potrebbe immaginare un centro per studiosi italiani e stranieri – spiega Lironi – Qui si potrebbero organizzare corsi di alto livello, costruire una biblioteca moderna e multimediale e dei laboratori». Un luogo di cultura e innovazione dove mettere in mostra, far conoscere e condividere il saper fare comasco. «Servirebbe anche per spingere l’economia. Questo perchè bisognerebbe intendere questo centro come un qualcosa con una levatura mondiale, capace di richiamare interesse a tutti i livelli – aggiunge sempre Enrico Lironi – In tal senso sarebbe utile anche coinvolgere gli imprenditori del tessile e del legno arredo per avere, e così condividere, i loro cataloghi e archivi». Un’ipotesi affascinante per coniugare il recupero di un compendio con la valorizzazione mondiale delle eccellenza territoriali. «Il tutto inserito in un contesto verde e naturale di impareggiabile bellezza che purtroppo allo stato attuale dei fatti non si trova in condizioni ottimali», conclude Lironi.