Limitazioni alla pesca, la protesta: «Chiediamo regole che considerino anche le nostre necessità»

Como, protesta dei pescatori

Una ipotesi di regolamento di polizia locale che i pescatori di Como non apprezzano. L’idea di Palazzo Cernezzi, infatti, è di attuare, di giorno, il divieto di pesca nel primo bacino su marciapiedi e strade attorno al lago, sulla diga foranea e al molo di Sant’Agostino. Di notte, invece, l’attività verrebbe consentita, dalle 21 (nei mesi invernali) o dalle 23 (nella stagione estiva).
E così da questa sera alle 19 è partito un presidio dei pescatori comaschi nella zona della diga che con una manifestazione pacifica e apartitica (come chiaramente sottolineato) hanno voluto manifestare il loro dissenso. Pur comprendendo le ragioni della Como turistica, che ha nuove esigenze rispetto al passato e che comporta un sempre maggiore affollamento delle rive, la richiesta è che si possa trovare una soluzione che accontenti tutti.
«Chiediamo di permetterci di continuare a praticare la nostra amata passione – è stato scritto dagli ideatori della manifestazione di ieri sera – per primi consapevoli della necessaria convivenza tra chi pratica il nostro sport, i turisti e i cittadini di Como».
«Chiediamo regole chiare – hanno aggiunto i promotori – che tengano in considerazione anche le nostre necessità nelle varie fasce di età e che ci tutelino, regole che ci impegnano a rispettare nel nostro interesse e in quello della città. La pesca è una tradizione comasca e vogliamo dimostrare la nostra volontà di difenderla».

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