L’impatto del Covid-19 in Ticino: mortalità aumentata del 146%. I dati in uno studio dell’Ufficio di Statistica

Stabili i ricoverati in intensiva

«Il Canton Ticino, assieme alla regione del Lemano, sembra essere il territorio più colpito dall’epidemia di Covid-19 in Svizzera, sia analizzando i decessi in cifre assolute, sia rapportando i decessi alla popolazione residente permanente. La popolazione ultra-ottantenne del cantone risulta poi la categoria» che più di ogni altra ha subìto le tragiche conseguenze di una malattia sconosciuta.
L’Ufficio di Statistica di Bellinzona ha pubblicato il primo studio sulla mortalità in Ticino nei mesi di marzo e aprile. I mesi in cui il Coronavirus si è abbattuto come un uragano sulla Lombardia e sul cantone di lingua italiana. Sulla falsariga di quanto emerso da una simile analisi compiuta in Italia dall’Istat, i ricercatori ticinesi hanno messo a confronto i numeri dei decessi del 2020 con quelli medi dei cinque anni precedenti (2015-2019). Ne è emerso un quadro drammatico, con aumenti settimanali delle morti anche del 146%,
«Durante le prime 10 settimane del 2020 – si legge nello studio, pubblicato sul sito Internet del Cantone (www.ti.ch) – i decessi registrati sono stati generalmente meno numerosi rispetto alla media dei cinque anni precedenti per lo stesso periodo, sia in Ticino sia in Svizzera. A partire dalla 11esima settimana, invece, si riscontra un forte aumento dei decessi, fino ad arrivare alla 14esima settimana, in cui si registrano in Ticino 160 decessi, 95 in più rispetto alla media (65) degli anni 2015-2019 per la stessa settimana. Dalla 15esima settimana il numero di casi sembra calare, ma visto che i dati sono provvisori, non si sa se si tratti di un reale calo o di un ritardo nel registrare i decessi».
Nel confronto intercantonale, quello cioè tra tutte le regioni della Confederazione, «il Ticino ha l’aumento più importante: nella 14esima settimana la variazione rispetto agli anni precedenti è del 146%; per questa settimana si è quindi registrato un numero di decessi più che doppio rispetto alla media 2015-2019, e di molto superiore al 38,2% a livello nazionale».
Questo significa che l’impatto del Covid-19 sul cantone di lingua italiana è stato enormemente maggiore rispetto al resto della Svizzera. Un impatto che giustifica, a una lettura a posteriori, le decisioni su un confinamento più rigido prese dal consiglio di Stato e, in un primo momento, contestate dal governo federale.
Altro dato impressionante della ricerca statistica degli uffici di Bellinzona è quello relativo ai decessi per fasce d’età. «Se analizziamo l’evoluzione per fasce d’età – si legge nel rapporto – vediamo come, sia in Ticino sia nell’insieme del Paese, l’eccesso nei decessi più marcato riguarda soprattutto le persone anziane di 80 e più anni e, in misura minore, i 65-79enni. Nella 14esima settimana si registra in Ticino, per gli ultra-ottantenni, quasi tre volte il numero dei decessi medi: 116 settimanali invece dei 41 di media nei cinque anni precedenti. A livello svizzero, l’aumento per gli over 80 in questa settimana è di circa la metà, pari a 1.221 decessi invece di 814». Gli anziani, così come accaduto altrove, sono state le vittime designate di questa terribile malattia.
Altra notazione interessante: «In Ticino l’aumento dei decessi a partire dalla 11esima settimana del 2020 ha portato a un incremento del tasso di mortalità settimanale, arrivando a un massimo di 46 decessi ogni 100.000 abitanti durante la 14esima settimana». Questo è accaduto anche perché il vicino cantone è quello con «l’indice di dipendenza senile più elevato in Svizzera»; in Ticino vivono 35,2 over 65 ogni 100 persone «potenzialmente attive di età compresa tra i 15 e i 64 anni, contro le 27,8 a livello svizzero». Se si considerano unicamente gli over 80, «l’evoluzione del tasso di mortalità settimanale è simile a quella della popolazione complessiva e mostra per il Ticino un aumento dall’11esima settimana del 2020, fino a un picco di 466 ultra-ottantenni ogni 100mila abitanti ultraottantenni, tasso che solitamente si aggira non al di sopra di 250. Il Ticino e la regione del Lemano (Ginevra, Vaud e Vallese) hanno tassi di mortalità per gli over 80 più elevati nelle settimane considerate. Anche all’interno della stessa fascia d’età quindi, gli aumenti del tasso di mortalità osservati in Ticino e nella regione del Lemano sono più importanti di quelli osservati nelle altre grandi regioni della Svizzera».

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