L’Italia strepitosa del “Mundial” 1982. La vittoria degli azzurri entrata nel mito

Italia 1982

Il girone iniziale superato a fatica grazie al pari con il Camerun – uno sconfortante 1-1 – il successo con l’Argentina per 2-1 e la leggendaria partita vinta con il Brasile per 3-2 con tripletta di Paolo Rossi. Poi l’agevole semifinale con la Polonia superata per 2-0 e il tripudio allo stadio Bernabeu di Madrid: 3-1 alla Germania Ovest con il presidente della Repubblica Sandro Pertini in tribuna a esultare. Era l’estate del 1982. L’11 luglio, esattamente 38 anni fa, l’Italia sollevava in Spagna la sua terza Coppa del Mondo di calcio.
Un’impresa poi ripetuta, in tempi più recenti, dalla squadra di Marcello Lippi e del comasco Gianluca Zambrotta nel 2006 in Germania, ma che – a detta di chi ha vissuto entrambe le gioie – non ha avuto lo stesso sapore e fascino del “Mundial” del 1982.
Momenti magici per l’Italia, un successo che segnò anche un riscatto del Paese dopo il periodo buio del terrorismo e che fece l’apripista agli anni ‘80 vissuti nel segno di una crescita generale.
Una Nazionale che nel suo cammino di preparazione nel maggio del 1982 aveva fatto tappa sulle rive del lago, per svolgere allenamenti a porte chiuse. C’è anche una foto d’epoca con i giocatori di Italia e Allievi del Calcio Como ritratti assieme prima di un’amichevole allo stadio.
La formazione che trionfò in Spagna, che aveva molti legami con il Lario. Tra i titolari c’erano due atleti comaschi, ma che non hanno mai giocato con la società di via Sinigaglia: Gabriele Oriali e Claudio Gentile. Il primo è nato in città, il secondo è sempre vissuto a Brunate, anche se ha visto la luce in Libia. Il giovane Gentile, peraltro, era stato notato dagli osservatori del Como, ma non era stato raggiunto con i suoi familiari l’accordo per il pagamento della funicolare per gli allenamenti; così andò a giocare nel Varese.
Sempre tra i protagonisti di quella spedizione ci furono altri due atleti passati dal Como: Marco Tardelli e il bomber Paolo Rossi.
Il centrocampista si era messo in luce proprio con la squadra allora allenata da Pippo Marchioro nella stagione 1974-1975 e poi era passato alla Juventus dove ha trovato fortuna e successi e si è messo in luce come uno dei migliori centrocampisti nella storia del calcio italiano.
Lo stesso Tardelli da allenatore avrebbe poi guidato il Como alla promozione in serie B nel 1994 ai playoff, con il successo decisivo per 2-1 allo stadio Bentegodi nella finale contro la Spal.
Paolo Rossi, invece, sul Lario non ha avuto molta fortuna. Arrivò in prestito dalla Juve per il torneo 1975-1976 e combinò ben poco. Fu rimandato ai bianconeri che lo girarono al Lanerossi Vicenza, dove invece si consacrò a suon di gol.
Nel gruppo dei 22 c’era anche Pietro Vierchowod, prodotto del vivaio lariano, che però per un infortunio non trovò spazio. «Ricordo l’affiatamento di tutti i ragazzi – ha raccontato – Gaetano Scirea, in particolare, mi aiutò agli esordi, mentre magari gli altri erano più restii a dare una mano ai giovani. Ma in Spagna tutto il gruppo era compatto e questo fu il nostro punto di forza. Eravamo molto legati e le polemiche con la stampa ci unirono ancora di più. Nessuno avrebbe scommesso due lire sull’Italia, soprattutto alla vigilia delle sfide contro Argentina e Brasile. Invece proprio la forza degli avversari ci diede gli stimoli giusti, con i risultati che tutti conoscono».
Qualche apparizione, invece, per Giampiero Marini, all’epoca mediano dell’Inter, che poi sarebbe diventato mister del Como negli anni ’90 e sul Lario nel 1997 avrebbe conquistato la Coppa Italia di serie C. E proprio Marini, in una intervista del passato al Corriere di Como, ha fatto un bel paragone fra questi due successi.
«Vedo molti tratti in comune tra la Nazionale di Enzo Bearzot e il Como che vinse la Coppa Italia nel 1997 – aveva dichiarato Marini – soprattutto per quanto riguarda il gruppo. In entrambi c’erano ragazzi disposti a sacrificarsi al di là dei loro compiti specifici, per dare una mano ai compagni di squadra. Ognuno cercava sempre di fare qualcosa in più anche per gli altri».
In tempi recenti lo “Zio” Giuseppe Bergomi è stato allenatore nel settore giovanile del Como e ha continuato a mantenere, grazie al gruppo dei Bindun, stretti legami con iniziative benefiche del nostro territorio.
Stesso discorso per il commissario tecnico Enzo Bearzot che aveva amici sul Lario ed è capitato spesso dalle nostre parti, sia a titolo privato sia per qualche evento pubblico prima della sua scomparsa, avvenuta nel dicembre 2010.
Non va infine dimenticata la figura di Roberto Maistrello, scomparso nel 2018 a 84 anni. Magazziniere dell’Inter dal 1963 al 1996, fu uno degli uomini di fiducia di Helenio Herrera e approdò alla Nazionale in occasione del Mondiale del 1974 in Germania. Rimase nei quadri della Federcalcio per oltre 12 anni, partecipando a quattro rassegne iridate, tra cui quella vincente del 1982.
Altre due curiosità lariane legate a quel “Mundial”. Nella finalissima Italia-Germania giocò nei minuti finali il tedesco Hansi Muller che poi, qualche anno dopo, avrebbe vestito la casacca del Como in serie A.
C’è poi la storia di Dieter Mirnegg, terzino azzurro austriaco, nel Como 1981-1982. Uno dei peggiori stranieri di sempre in Italia, al punto da aver meritato un capitolo nel famoso libro Calciobidoni. La Panini, che si doveva muovere in anticipo per creare gli album degli eventi, collocò Mirnegg tra i convocati dell’Austria e pubblicò la sua figurina. Il suo c.t. Georg Schmidt, però, proprio per la pessima stagione sul Lario, evitò di chiamarlo. Ma quella figurina è rimasta nella collezione e ancora oggi rimane oggetto di discussione tra gli appassionati di memorabilia.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.