L’inchiesta della Procura. «È possibile fare una gara che non sia inquinata?» Il duro intervento del pubblico ministero Addesso

Pasquale Addesso

«A Como siamo al paradosso… È possibile che ci sia in ballo la gestione di una villa prestigiosa (Villa Olmo, ndr) e dal 2016 non si riesca ad assegnare con un bando pubblico? È possibile che non si riesca a celebrare una gara che garantisca la parità tra i soggetti e non sia inquinata da prestanome?».
Il sostituto procuratore Pasquale Addesso ha preso la parola nel corso della conferenza stampa di ieri mattina che ha illustrato i motivi dell’esecuzione delle ordinanze che hanno scosso la città. Ma, più che entrare nel dettaglio delle indagini e degli arresti appena conclusi, per cui ha lasciato spazio alla guardia di finanza e alla squadra Mobile di Milano, ha preferito dare uno sguardo su quanto sta avvenendo da anni nella nostra città. «Queste condotte impunite proseguono da tempo – ha detto – E non solo per le turbative. Molti dei soggetti che abbiamo indagato, sono già stati destinatari di precedenti indagini. Ma questo non ha sortito alcun effetto deterrente su di loro… anzi, si sono riorganizzati».
«Da 10 anni nel Comasco aprono e chiudono cooperative con l’unico fine di frodare lo stato. L’abuso dello “strumento cooperativa” ha finito con il creare delle nuove schiavitù. Soggetti stranieri, paghe bassissime, il tutto per permettere di creare una sovrafatturazione e il successivo svuotamento delle casse delle società con modalità anche molto complesse. Ma tutto questo porta alla concorrenza sleale e all’inquinamento del mercato. Soggetti che hanno lucrosi guadagni ma che non adempiono gli obblighi imposti dalla legge».

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