L’inchiesta della Procura. Malore dopo la notifica dell’ordinanza: l’ex sindaco di Lomazzo in ospedale

Operazione guardia di finanza "Nuovo Mondo"

Quando la guardia di finanza di Como (Nucleo di polizia economico-finanziaria, compagnia di Como e Olgiate Comasco) ha bussato alla porta, nel pieno delle ore di buio tra lunedì e martedì, ha aperto interrogandosi su chi potesse essere a quell’ora.
Subito dopo, una volta ricevuta l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha accusato un malore che ha reso necessario la corsa in ospedale dove si trova ricoverato e piantonato dalle forze dell’ordine. Nelle carte dell’inchiesta della Procura di Como su un presunto giro di false società cooperative che venivano create appositamente per fallire non prima di aver dirottato su di loro oneri tributari e previdenziali in barba al fisco, è finito anche un nome della politica della provincia di Como, l’ex sindaco di Lomazzo fino al 1987 – paese della Bassa su cui è ruotata una buona parte dell’ordinanza – Marino Carugati, 77 anni.
È lui ad aver accusato un malore (a un secondo indagato è toccata la stessa sorte) dopo aver appreso dell’ordinanza che era in fase di esecuzione e che lo riguardava.
La Procura di Como gli contesta tre capi di imputazione, in merito al fallimento del Consorzio Assicoop e della cooperativa di Capiago Intimiano “Arbo”. Secondo Carlo Cecchetti, il giudice delle indagini preliminari che ha firmato l’ordinanza, l’ex sindaco sarebbe stato «amministratore di plurime società utilizzate per attuare il sistema di frode risultando beneficiario di reiterati pagamenti distrattivi» per un ammontare complessivo di 30 mila euro.
Sempre secondo il giudice lariano, sarebbe presidente del Cda di tre cooperative finite nelle pagine dell’inchiesta in quanto sospettate di attuare lo schema fraudolento studiato e messo a punto dai principali indagati.

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